Reputazione Made in Italy

La mia pausa è durata abbastanza, penso che sia arrivato il momento di riprendere il mio viaggio con voi e ricomincio proponendovi un divertente aneddoto di viaggio. Devo riprendere da un punto ben preciso, lasciato in sospeso mesi fa, chiedendo scusa alla paziente Simona per aver aspettato finora.Sapete come funziona questa rubrica vero? Ognuno di voi racconta una gaffe e io disegno una vignetta. Ecco, la gaffeur di oggi ci racconta com’è uscita da una piccola impasse. Leggiamo la sua storiella.
Il fattaccio succede a Nagasaki
Luogo del misfatto: un bagno pubblico
Protagonista: Simona

Piccola premessa: In Giappone la figuraccia è sempre in agguato. Per quanto ci si sforzi ad essere estremamente educati, a fare attenzione alle buone maniere, capiterà sempre di sbagliare. 
I Giapponesi sono buoni e difficilmente lo fanno pesare ai turisti, ma un’occhiataccia di qualche vecchietta arriverà sicura e puntuale a sottolineare l’imperdonabile errore (che poi magari si tratta di non essere riusciti a trattenere uno starnuto sulla metropolitana…)
Con queste premesse, e dopo diversi giorni trascorsi in Giappone credevo ormai di aver raggiunto una certa “soglia di sicurezza nel non commettere errori”, e mi sbagliavo.
 
Arrivati alla stazione di Nagasaki mando Lore alla ricerca di un ufficio turistico per avere una cartina della città e io vado in bagno. Una delle cose più belle in Giappone è proprio il bagno pubblico: pulito, confortevole, tecnologico. 
Un po’ troppo tecnologico! Mi sbrigo in fretta, faccio per tirare l’acqua e… non c’è nessun pulsante per lo scarico! Panico, sento che fuori c’è gente in attesa ma sono in Giappone e NON ESISTE che io esca di qui senza tirare l’acqua. Inizio a premere a caso i tasti sul display di fronte a me: prima parte il finto sciacquone, (il suono c’è ma niente acqua: serve a coprire imbarazzanti rumori), poi diverse musichette (per lo stesso utilizzo). 
Immagino che nell’antibagno si stiano chiedendo cosa cavolo stia combinando…
Alla fine cedo all’evidenza e piena di vergogna esco aspettandomi le meritate occhiatacce, consapevole che se crederanno che gli occidentali sono degli zozzoni sarà anche un po’ colpa mia, quando sento il tanto agognato scroscio! Bastava uscire dal bagno, c’era la fotocellula!
Anche se mi hanno guardate tutte con sospetto, il mio orgoglio di turista rispettoso del suolo nipponico è salvo.

 

Racconto di Simona
Vignetta di Tizi
 
Chi se la sente di confessare la propria gaffe? Se volete unirvi cliccate qui 
Sentite cos’è capitato ai nostri gaffeur.

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12 pensieri su “Reputazione Made in Italy

  1. Ciao Tiziana, scusa se arrivo in ritardo ma ero a Roma dal nipotino. Allora, hai ripreso alla “grande” con una bella gaffe giapponese….ah,ah,ah…….
    Posso permettermi di dare un altro consiglio per coloro che dovessero recarsi in Giappone? Se vi dovesse capitare di brindare con qualche Giapponese non dite mai “cin-cin” perchè nella loro lingua la pronuncia di questa parola si riferisce al sesso maschile. Buona domenica!!!!

  2. Ah ah ah. Da morire di vergogna. Però non mi sembra una soluzione intelligente far attivare lo sciacquone quando si esce. Nel frattempo …. l'odore si sparge ovunque.Coprire i rumori? Mah, ognuno può contenerli e se non ce la fa, beh è un bisogno fisiologico, perché vergognarsi?

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