Otranto, la bella d’Oriente

Definita “la Porta d’Oriente” la bella città di Otranto oggi guarda il suo mare fiera del riconoscimento ricevuto dall’Unesco che conferisce il titolo di “Sito messaggero di Pace” al suo Borgo Antico in quanto patrimonio testimone di una cultura di pace. La storia della città salentina si perde nei secoli ed è proprio grazie ad alcuni scavi che i ricercatori affermano che la presenza umana in quella zona risale già all’età del bronzo. La città nel corso dei secoli, proprio per la sua posizione geografica, fu luogo d’incontro di differenti culture ma al tempo stesso subì numerose minacce provenienti da quello stesso mare. Tra le tante invasioni non si può dimenticare quella del popolo turco avvenuta durante la metà del quindicesimo secolo. La permanenza da parte degli oppressori costò molto alla città in termini di vite umane e devastazioni, in sole due settimane la città assediata fu costretta alla resa e le conseguenze furono drammatiche. Il 14 agosto del 1480, sul vicino colle di Minerva, i turchi decapitarono 800 otrantini che non vollero rinnegare la religione cristiana. Quel gruppo di uomini furono santificati e sono chiamati i “Martiri di Otranto”, le loro ossa riposano nella Cattedrale cittadina.

O come Otranto, si dice quando si fa lo spelling ma al di là di questo non avevo ben chiaro dove la città fosse ubicata. Al momento di scegliere la destinazione per il nostro viaggio la città spuntò dalla cartina come per magia, si trovava proprio nel punto giusto del nostro percorso e non potevo scegliere posto migliore. La città più a est d’Italia è incantevole, nel mese di settembre sa essere dolce, accogliente e soave come nessun altro posto. Il suo candido centro storico, abbracciato e protetto ancora dalle antiche mura, sembra invitare i suoi visitatori a perdersi tra i vicoli stretti, a salire lentamente le sue brevi scalinate fino ad arrivare a una balconata a ridosso sul mare e aspettare senza fretta il passare del tempo con gli occhi immersi nel blu del mare e del cielo.
Porta Alfonsina
Passeggiando per lo scenografico Lungomare degli Eroi si arriva di fronte alle possenti torri del centro storico, qui si trova anche la statua dedicata ai Martiri di Otranto. Voluta da Alfonso d’Aragona la Porta Alfonsina ci introduce al Borgo Antico. Camminiamo per gli stretti vicoli lastricati mentre farfalle colorate, foulard svolazzanti e prodotti tipici quasi ci sfiorano: i negozianti espongono la loro mercanzia sugli scaffali disposti ai lati della stradina. Alla nostra sinistra si apre un vicolo e la vista di uno spicchio di mare di un blu intenso interrompe il nostro cammino per qualche istante poi, la passeggiata riprende.
Chiesa di San Pietro
Ci addentriamo ancora di più nel dedalo di viuzze del borgo affrontando brevi salite e piccoli tratti gradinati: siamo alla ricerca di un sito che rappresenta una testimonianza importante.
Dopo aver fatto e rifatto le stesse stradine almeno un paio di volte finalmente ci troviamo di fronte alla piccola Chiesa di San Pietro. Non si può definire una vera e propria piazza ma il minuscolo spazio occupato dalla Basilica è perfetto. Il periodo della sua costruzione risale molto probabilmente al X-IX secolo ed è forse la prima chiesa della città. Un esempio di arte bizantina che arriva a noi quasi intatta. Il semplice portale introduce ad un piccolo ambiente a croce greca, sulla parte absidale delle tre navate si possono notare i resti di preziosi affreschi dove spicca il momento della Lavanda dei Piedi proprio mentre il Cristo solleva la gamba di San Pietro.
La chiesa è aperta dalle 10.00 alle 20.00 con una pausa di 3 ore e mezza a partire dalle 12.00.
Il Castello Aragonese
Costruito dal duca Alfonso d’Aragona dopo l’occupazione turca del 1480, la fortezza occupa uno spazio a sud di Otranto. Il castello è un riferimento per la città e lo fu anche per noi, il nostro alloggio era proprio di fronte al maniero e ogni sera ci attendeva al ritorno dalle nostre escursioni. La pianta pentagonale, le tre torri cilindriche e un bastione a punta di lancia che punta dritto verso il mare, caratterizzano il castello di Otranto. Sulla facciata un piccolo ponte sovrasta il fossato che introduce all’ingresso. Nel passato il profondo fossato fu riempito di detriti per creare una strada di collegamento (assurdo!) e solo negli anni ’80 fu finalmente liberato riportando alla luce le fondamenta originali, ora è una grande area che ospita eventi.
Un proverbio salentino recita “Acostu ti li mmuta li chimere” (il caldo opprimente di agosto fa passare tutti i grilli per la testa) quindi se volete conoscere da vicino questa bella signora affacciata sul suo mare cristallino, il mio consiglio è di andarci in periodi poco battuti dal turismo estivo di massa, avrete la possibilità di apprezzare meglio tutte le sue meravigliose peculiarità.
Curiosità letterarie
Il castello di Otranto, scritto dall’autore inglese Horace Walpole, è un opera letteraria del 1764 definita come il primo romanzo di genere gotico.
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Indirizzi utili
Open Days Puglia
Il comune di Otranto
Assessorato Cultura e Turismo Puglia
Il Castello di Otranto

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Articolo correlato:
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Dove ho preso un gelato.
Anche con il vento contro, tutte le sere sosta obbligata in Largo Cavour,
nell’omonima gelateria artigianale per un buon cono.

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Dove ho fatto la spesa.

-Frutta e verdura a Km 0 in via  San Francesco di Paola 68.
-Minimarket discount con ottimi prodotti locali in via Faccolli 8.
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Dove ho alloggiato.

La scelta fatta per la sistemazione di questa vacanza non poteva essere migliore di questa, il soggiorno in questo appartamento è stato ottimo. I must sono: la vista sul Castello Aragonese, il doppio balcone attrezzato privato e il comodo garage nel seminterrato.

L’appartamento è dotato di ogni comfort, l’unica pecca è la mancanza di un ascensore ma qualche gradino in più non toglie nulla alla piacevolezza di abitare in questo palazzo. Completa il quadro l’accoglienza ricevuta dai gentilissimi gestori attenti a risolvere ogni più piccolo problema. Ricordiamo con tenerezza il timido Zorro e il suo Ninì.

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12 pensieri su “Otranto, la bella d’Oriente

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