Gallipoli sul ponte di mezzo.

Gallipoli-città-bella-photo-by-Tiziana-Bergantin-B601

Mentre ero a Otranto chiesi a una giovane ragazza del posto quale fosse l’attrattiva maggiore di Gallipoli, la risposta fu “Io ci vado spesso in estate, ci sono belle discoteche”. Non mi lasciai intimorire e la programmazione della visita proseguì.
Non vedevo l’ora di arrivare e devo dire che la prima impressione non è stata delle migliori. Siamo capitati in un giorno dove la via principale, Corso Roma, era molto affollata, c’erano dei lavori in corso e abbiamo faticato per trovare un parcheggio, insomma forse non è stata proprio la giornata ideale per il primo approccio ma la Città Bella (dal greco Callipolis) era una delle mete che più fortemente volevo visitare, anche se fino a quel momento non avevo ancora visto quanto speravo di vedere. Tutto il corso ha un sapore anni sessanta, periodo dove il boom economico del dopo guerra fece fare un balzo in avanti all’edilizia. Le città affacciate sul mare si popolavano di strutture alberghiere non più rivolte solo alle famiglie benestanti, ma anche a chi, fino a quel momento, non pensava ancora di sprecare i piccoli risparmi accumulati in un anno di lavoro per fare una vacanza.
Mentre percorrevo il corso cercavo qualcos’altro. Dov’erano gli stretti vicoli dalle case candide? Dov’era quell’adorabile spiaggetta dalla sabbia color biscotto sotto le mura della città vecchia?
Gallipoli-ponte-di-mezzo-photo-by-Tiziana-Bergantin-B602
Decidemmo di incamminarci lungo il corso senza aver visto ancora il mare, in realtà bastava virare in una qualsiasi via a fianco e percorrendola fino in fondo avremmo potuto toccare l’acqua salata, ma preferimmo proseguire, incanalandoci lungo la dritta via. Alla fine di Corso Roma ci si ritrova in un ampio spazio. Sulla sinistra si apre Piazza Fontana Greca che si affaccia sul porto, sulla destra la via costeggia una linea ferroviaria e più avanti, proprio di fronte a noi, ecco il borgo antico. Due edifici si fronteggiano segnando il confine tra due epoche diverse: da una parte le possenti mura del castello angioino sembrano voler difendere il borgo e la sua storia secolare. Dall’altra parte, un enorme palazzone di vetro, ormai anch’esso diventato simbolo della città, si impone come portabandiera dell’epoca più moderna. Un ponte in muratura, che passa sopra a una sottile striscia di mare, collega le due zone e si trasforma in una sorta di veicolo del tempo. 
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Una volta superato il ponte potete scegliere di girare intorno all’isola del borgo antico con uno sguardo rivolto al mare, oppure potrete perdervi tra le viuzze del centro, entrambe le scelte vi conquisteranno.
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La vita qui sull’isola sembra trascorrere tranquilla, i ritmi sono rallentati e anche il vento che di solito qui è di casa e corre veloce, rallenta la sua corsa quando si insinua tra i numerosi vicoli tortuosi del piccolo agglomerato perdendo la sua forza irriverente .
La macchina del turismo è presente anche qui ovviamente ma non sembra stonare, i locali pubblici sono ben inseriti nel contesto. Il mio consiglio è di perdervi, letteralmente, tra le vie del centro (non è grande prima o poi vi ritrovate) ammirando i contrasti armonici che si creano tra i palazzi signorili e le abitazioni più modeste.
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Gallipoli-cattedrale-santa-agata-photo-by-Tiziana-Bergantin-B606
Cattedrale di Sant’Agata
Prima di lasciarlo, ancora un ultimo sguardo al piccolo tesoro salentino.
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Dove ho fatto una pausa.

Nella piccola piazza della Repubblica del Borgo Antico ho preso una buonissima granita al caffè con la panna più densa e soffice che io abbia mai assaggiato.

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Informazioni utili.

Pro Loco Gallipoli
Tra i servizi che offre la Pro Loco troverete diverse visite guidate e itinerari tematici.

Salentonline
La festa padronale è dedicata a Santa Cristina e si tiene nel mese di luglio

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15 pensieri su “Gallipoli sul ponte di mezzo.

  1. Pingback: Due mari sotto il tacco | Parto solo con te

  2. Sono stata a Gallipoli più volte, e ne ho riportato l'esatta impressione tua: diversamente dall'armonia stilistica della splendida, fin troppo splendida, Otranto, una città di forti contrasti, con la stridente urbanizzazione degli anni sessanta che occulta, quasi, la “padella”, l'incantevole città vecchia. Bella, bellissima: anche se impraticabile durante i mesi caldi dell'estate, per la congestione turistica…

  3. Anch'io non la conosco, ma le tue foto sono talmente invitanti! Certo che la premessa delle … discoteche … non era così allettante, ma hai fatto bene a non scoraggiarti, visto quanto ben di più offre questa cittadina … oltre alle discoteche.

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