Parigi val sempre una… svolta.

OnTheRoad-photo-by-Tiziana-Bergantin-000AChateauroux di prima mattina ci vide pronti per iniziare un altro lungo tratto di strada, tappa successiva: Cherbourg, città affacciata sul mare posta a nord della penisola di Cotentin.
Lasciammo la mossa terra bionda situata nella regione del Centre dopo una ricca colazione. Il nostro itinerario prevedeva di fare un percorso circolare intorno alla Francia e quindi decidemmo di dirigerci verso nord-est con l’intento di sfiorare Parigi, per poi risalire la Normandia e raggiungere Cherbourg. Il pensiero di passare accanto alla nostra amata città senza addentrarci ci sarebbe bastato, un bye bye con la mano sarebbe valso come sussurrarle “Au revoir Paris, au revoir!”.
Con l’avvicinarsi della metropoli, le strade attorno a noi si fecero più numerose, le espressioni dei nostri volti si fecero più attente, le segnalazioni divennero più complicate e tra un “Tizi dove devo girare?” e un “Gira a destra, no-no a sinistra!”, senza nemmeno accorgercene, ci ritrovammo in un viale alberato della capitale francese incolonnati tra le file del caotico traffico cittadino. Sconfortati per la pessima riuscita, entrammo in una stazione di servizio per riordinare le idee. A macchina ferma, i nostri sguardi si incrociarono, “Ma che abbiamo fatto? Da dove siamo sbucati?”. Le domande non ebbero una risposta soddisfacente ma dovevamo almeno tentare di chiedere a qualcuno come risolvere il problema. Mappa alla mano ci avvicinammo ad un ragazzo e con il nostro francese incerto, riuscimmo a capire che l’unica cosa da fare era quella di tornare indietro cercando di riprendere la direzione lasciata: si, ma qual’era? Se mai fossimo riusciti ad incanalarci nella peripherique per il verso giusto, il gentile e paziente ragazzo aveva scritto su di un foglio il nome dell’uscita da seguire per andare verso la Normandia. Un po’ confusi ringraziammo il giovane e senza esitare, prendendo il coraggio a due mani, iniziò la manovra: uscire da Parigi. Trovata la prima rotatoria, tornammo indietro e sul lungo rettifilo che ci avrebbe portati nella zona della tangente, ritrovammo la stazione di servizio lasciata da poco sull’altro lato della strada.  Il traffico era pesante, le auto ci passavano accanto spavalde e i nostri occhi cercavano disperatamente le indicazioni che ci avrebbero tolti da quel impaccio: non potevamo fallire questa volta. A un certo punto ci fu una musica di sottofondo (provate ad immaginarla come l’abbiamo immaginata noi dopo) avete presente come in certi film, quando arriva la cavalleria in soccorso all’esiguo gruppo di soldati accerchiati? Sulla nostra sinistra si profilò la figura di un furgone e alla guida c’era il ragazzo della stazione di servizio che fece cenno di seguirlo: come arrivò fin lì rimane un mistero. Noi, increduli più che mai, ci accodammo alle spalle del suo mezzo senza mai perderlo di vista. Il tutto si svolse molto rapidamente e dopo alcuni slalom tra le auto incolonnate, il ragazzo ci condusse all’ingresso della peripherique. Ci fece un rapido segnale che indicava di immetterci nella strada di fronte a noi, a malapena riuscimmo ad accennare a un saluto reciproco prima che le nostre direzioni ci dividessero. Avrei voluto fermare il tempo in quell’attimo, scendere dall’auto e abbracciare il nostro generoso cavaliere ma lui era già sparito, ingoiato dal traffico inclemente. Scesi all’interno della veloce arteria il lungo serpente di auto ci accolse e ci portò lontani da quella via e da quel momento di inaspettata generosità.
A volte viaggiare è anche questo: fare incontri che ci sorprendono.

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22 pensieri su “Parigi val sempre una… svolta.

  1. Alcune volte il viaggio può diventare un'avventura anche nei luoghi in cui non te lo aspetteresti mai!!
    Fantastica l'immagine del ragazzo francese che arriva con un sottofondo musicale a tutta velocità!! Mi sto immaginando la scena ed è un mix tra il divertente e il film d'azione!!

  2. A volte nella vita, per pochi secondi, incrociamo persone che poi non dimenticheremo più, per uno sguardo, per un sorriso, per una gentilezza come quella di questo ragazzo che resterà per sempre nella vostra memoria. Bello!
    A presto, Antonella

  3. NON E' STATA SOLO GENEREROSITA', APPEZZABILLISSIMA NATURALMENTE, MA ANCHE LA GIUSTA COINCIDENZA DI INCONTRARE QUEL RAGAZZO AL MOMENTO GIUSTO. COMUNQUE SIETE CORAGGIOSE E QUEL RAGAZZO HA MERITATO IL VOSTRO RICORDO, CHE NON SI CANCELLERA'. BELLO!
    LA MADAME

  4. Ti dirò, la prima volta che andai a Parigi tutti mi misero in guardia “guarda che noi italiani siamo visti male” oppure ” vedrai che non ti troverai bene, sono sgarbati” Io ho sempre trovato persone gentilissime, disponibili ad aiutarci e con qualcuno siamo andati oltre al semplice approccio gentile, il rapporto è diventato amichevole ed è perdurato nel tempo. Di episodi ne avrei da raccontarti. Tu invece hai avuto un'esperienza negativa mi sembra di capire? Bello confrontarsi.

  5. Si questo non è l'unico episodio. Forse nasce anche da come ti poni verso gli altri. Comunque sia sono episodi che non si dimenticano perché sono estemporanei e non te l'aspetti. Una festa però non me l'hanno ancora organizzata, bellissimo. Un abbraccio.

  6. Ciao Tizi, solo un saluto veloce veloce!
    Qui tutto ok!
    Ho appena finito di leggere tutti i tuoi post su Praga (utilissimi!)…siamo in partenza anche noi per questa splendida città e non vediamo l'ora. Speriamo al ritorno di riuscire a postare qualcosa…
    Ciao ciao a presto.

  7. sono i piccoli gesti che ti svoltano la giornata e ti fanno venire voglia di essere più disponibili a tua volta. Che sia sucxcesso a parigi dove non brillano per gentilezza rispetto ai turisti poi è davvero sorprendente 😉

  8. Inaspettata generosità, ce n'è ancora tanta dunque e questo mi rende felice. Bellissime queste “peripezie”, fatte inaspettatamente a Parigi poi ha tutto un suo fascino.
    Ti seguo sempre con piacere Tiziana, a presto!

  9. Tantissimi anni fa, viaggiando per un mondo meno pericoloso e ostile di adesso, fummo accompagnati allo stesso modo verso il campeggio di Sofia, in Bulgaria, attraversando la città al buio dietro ad uno sconosciuto motociclista mosso a pietà…
    Un'altra volta, in una strada turca verso l'Iran, con un ammortizzatore della roulotte rotto, bloccati in un paesino sperduto, tutti ci riempirono di cibo e improvvisarono una festa di piazza… Sono passati quasi 40 anni ma me lo ricordo ancora!

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