Wannsee, ritorno alla memoria.

Wannsee-Konferenz Berlino
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Non distante dal centro di Berlino, in un quartiere residenziale immerso nel verde, affacciata sulle sponde di un lago, si cela una villa elegante. Oltrepassato un cancello in ferro battuto, che viene aperto solo dopo aver suonato un campanello, si percorre un vialetto costeggiato da siepi ben curate, come tutto il restante giardino. All’ingresso vi è collocata una bella casetta, presumibilmente del custode. Nel giardino sono presenti alcune statue, una grande aiuola di forma tondeggiante precede il portico d’entrata sorretto da colonne in stile neo-ionico. In giardino e sull’apice della facciata sono visibili putti ovunque. Una volta entrati all’interno della casa uno sguardo dalla vetrata posta sul retro, rivela un bel paesaggio lacustre. Eleganti fregi in stile neoclassico, porte in legno, grandi camini, arredano gli spazi interni della villa. Non ci sono dubbi, un lusso sobrio e raffinato contraddistingue questa casa costruita nel 1914, però…
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Il quadro armonico di quanto appena raccontato viene infranto nel momento in cui si scopre la storia che ha reso famosa la villa. In questo luogo si è perpetrata la programmata pianificazione di uno dei genocidi più terribili del secolo scorso che macchia non solo una nazione ma tutto il genere umano.
Il 20 gennaio del 1942, il gerarca delle SS Reinhard Heydrich, capo della polizia della sicurezza, invita 14 uomini nella villa di Wannsee. Tra gli invitati: ufficiali e funzionari di alto rango del partito nazionalsocialista. Lo scopo dell’incontro è decidere la sorte di milioni di ebrei con quella che sarà chiamata -La soluzione finale della questione ebraica-.

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Per comprendere meglio i fatti, durante la visita di una città, dobbiamo includere la storia nella sua totalità. Recarsi direttamente sul luogo del fatto avvenuto aiuta ad immergersi più intensamente nella rievocazione degli eventi. La mia visita al memoriale procedeva fra tante informazioni. Provate a immaginare quanto è successo tra le mura di questa villa: in quelle stanze un gruppo di uomini, apparentemente normali padri di famiglia con bambini, hanno deciso quale dovesse essere il modo migliore per eliminare milioni di persone, è assurdo. La mente non riesce a concepire un concetto così atroce, eppure è successo, è la stessa storia a raccontarcelo. Quel giorno i partecipanti alla riunione, in modo consapevole, a mente fredda, lucida, si sono seduti a un tavolo e in poco meno di due ore hanno decretato lo “smaltimento” sistematico di milioni di esseri umani uccisi nei campi di sterminio. Non rape, non abiti vecchi, non legname da ardere ma uomini, donne e bambini. L’angoscia sale, è impossibile restare indifferenti. Esco da quella casa con il forte desiderio di respirare.

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Studenti durante una lezione.
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Durante la visita all’interno della villa gruppi di studenti occupavano le sale con vere e proprie lezioni tenute da docenti. La leggerezza con cui a volte si affrontano certi argomenti possono distogliere l’attenzione verso un passato da dimenticare, è bene invece non tralasciare mai di ricordare, solo ricordando si può tentare di evitare di ripetere gli stessi errori/orrori del passato.
L’elenco della popolazione ebraica
proposta durante la conferenza
per l’eliminazione di massa.
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Con questo post partecipo all’iniziativa congiunta di
Viaggio nella Memoria
 
 
 

Link utili:
sito ufficiale Haus Wannsee-Konferenz

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20 pensieri su “Wannsee, ritorno alla memoria.

  1. Pingback: The Story of Berlin. Un museo da toccare. | Parto solo con te

  2. Pingback: Berlino. Al sesto piano del KaDeWe | Parto solo con te

  3. …la memoria storica non sempre impedisce il ripetersi di tragici errori soprattutto quando una lucida follia guida le azioni di governanti invasati da convinzioni che si adagiano su futili convinzioni: che si tratti di nazifascismo, dei khmer rouge, di movimenti integralisti islamici o di forze armate a stelle e strisce non fa alcuna differenza.
    Ho recentemente provato l'esigenza di respirare visitando musei a Phnom Penh e a Ho Chi Minh, ripercorrendo una storia più recente che è atrocemente tangibile ancora oggi. Hai proprio ragione, mai abbassare la guardia perchè certi crimini contro l'umanità possono verificarsi ancora! Grazie per la bella testimonianza!

  4. Carla che piacere ritrovarti. “La mente umana..va al di là di ogni confine” eppure quelle menti appartenevano ad esseri umani, come è possibile? Raccontare e raccontare per questo e per tutti gli altri soprusi. Dall'altra parte poi ci sono persone come te a compensare. Un abbraccio.

  5. Ho immaginato il tuo desiderio di uscire e respirare. La mente umana non riesce ancora oggi a concepire una tale parte di storia dell'umanità. E' troppo va al di là di ogni confine. Dopo un profondo respiro cara Tiziana continuiamo a raccontarlo ad altri, Un abbraccio, a presto!

  6. Totale assenza di retorica , brava. Comunque, anche fosse, necessario e doveroso ricordare . Ma soprattutto mantenere l'attenzione e combattere l'indifferenza verso tutte le tragedie che nel mondo continuano a verificarsi a discapito dei più deboli e senza voce.

  7. Sai che non mi ero mai posta il problema di dove, fisicamente parlando, fosse stata presa quella terribile decisione? A Berlino non ci sono mai stata e se ci fossi andata quasi sicuramente non sarei andata in questo luogo per ignoranza mia personale. Grazie di avermelo fatto conoscere, quando sarà ci andrò sicuramente …

  8. Peccato, questo luogo non l'ho visitato quando sono stata a Berlino, non ne ero a conoscenza. Anch'io ho dedicato un post alla giornata della memoria ambientato a Berlino.
    Serena nuova settimana, cara Tiziana!

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