Berlino, segnali urbani.

Era in programma da sempre e da sempre rimandata. Le motivazioni erano lì sul piatto, ma si tentennava. La fama di questa grande città ci attirava da parecchio tempo per la sua storia, per l’architettura rappresentata in mille sfaccettature. Ero curiosa di scoprire in quale modo il fermento artistico-culturale degli ultimi 50 anni avesse potuto cambiare le sembianze di una città di quella portata. Mi domandavo quali fossero state le attrattive che mi avrebbero colpito di più. Finalmente l’occasione giusta arrivò e partimmo alla volta di Berlino.
Il primissimo impatto ci colse di sorpresa. Arrivando all’aeroporto di Schoenefeld, al momento dell’atterraggio, mi aspettavo di vedere il solito panorama già visto in altre grandi città europee e invece no: laghetti, tanto verde e… casette! Dov’era la grande metropoli? Una volta usciti dall’aeroporto mi aspettavo che fosse complicato arrivare al cuore della città e invece no. Una comoda passerella coperta indirizza i viaggiatori verso la stazione della metro e in pochi scambi si è già in pieno centro. 
 
Presa la nostra Welcomecard e fatti i primi passi attraverso alcuni quartieri del centro, è percepibile il significato del suo messaggio: cosmopolita, multietnica, contemporanea, dinamica, organizzata, dà subito la sensazione di città in movimento che non ha paura del cambiamento: una città in piena evoluzione. Osservando la moderna impronta urbanistica di oggi viene da chiedersi com’era questa città prima: prima dell’inferno, dopo che tutto, o quasi, è stato cancellato dai terribili avvenimenti della seconda guerra mondiale. Interi quartieri della città sono stati ricostruiti rappresentando un presente/futuro che si spinge avanti, quasi a voler distogliere lo sguardo da ogni traccia del suo passato e in alcune zone il lavoro di trasformazione continua. Berlino può azzardare innovazioni architettoniche affiancando stili diversi e contrapposti in piena libertà espressiva, regalando ad ogni via un nuovo ordine da interpretare, ad ogni piazza un nuovo linguaggio da tradurre, fuori dal tempo, oltre il tempo. La continua ricerca che scatena questa rivoluzione visiva mi fa pensare a Berlino come la città che è già oltre a domani.
 
Girando tra le strade la sensazione di rinnovo, di cambiamento è palpabile e piccoli o più evidenti segnali si manifestano qua e là pronti a catturare la nostra attenzione. Un guazzabuglio, di idee, di richiami espliciti o allusivi, che inducono a mille interrogativi. Abbiamo notato alcuni piccoli messaggi che ci hanno sorpresi per l’efficace creatività comunicativa.
 

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22 pensieri su “Berlino, segnali urbani.

  1. Pingback: Una giornata al Pergamon di Berlino | Partosoloconte

  2. Pingback: The Story of Berlin. Un museo da toccare. | Parto solo con te

  3. Avevo le tue stesse sensazioni e alla fine ci siamo decisi. Berlino è una grande metropoli che vive in modo contemporaneo con un occhio rivolto al futuro, molto internazionale e nonostante i cambiamenti credo che la sua identità sia ancora ben definita. Grazie per le foto.

  4. Sono spessissimo in Germania per lavoro, ma mai a Berlino. Sono attratto e respinto allo stesso tempo dalla voglia di visitarla (il resto della germania che conosco non mi è di incoraggiamento, ma allo stesso tempo so che si tratta di un mondo a parte rispetto alle altre città tedesche). Magari mi sbloccherai tu con il tuo resoconto. Le foto sono bellissime!

  5. Ciao Tiziana! vagavo tra i vari blog e per caso e per fortuna sono capitata sul tuo! Amo leggere di posti visitati da altri viaggiatori, e mi invogliano sempre a viaggiare di più e a continuare a leggere! E complimenti anche per i racconto a più mani, la trovo un idea geniale…:-) a presto Luisa

  6. Hai saputo descrivere molto bene le tue sensazioni, Tiziana. Interessante il reportage fotografico. Io ci sono stata l'anno scorso per parecchi giorni perchè Berlino offre tanto. Noi siamo atterrati all'aeroporto di Tegel e di lì con il bus abbiamo raggiunto la città.
    Serena domenica

  7. Adoro Berlino! E' lei la capitale d'Europa, una città che si è risollevata prendendo per mano l'altra, sua sorella, sepolta sotto le ceneri e il grigiore. E ora è una delle città più giovani e più vive al mondo.

  8. Che meraviglia Tiziana! Ci sono stata anche io qualche anno fa… e anche allora si respirava quell'atmosfera che tu hai saputo descrivere cosi bene tra le righe. Estremamente protesa verso il futuro, ma con un passato che si respira e si nota in piccoli e grandi dettagli… Bellissime le foto!

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