Respira e conta fino a dieci.

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Le gaffe.
 
Questa non è propriamente una gaffe ma piuttosto una disavventura che capita di frequente a chi parte. Ho voluto inserire lo stesso il racconto in questa rubrica perché, su mia richiesta, è stato scritto appositamente da una gentilissima signora che abita in Estonia e studia la nostra lingua con invidiabili risultati. Nonostante alcune difficoltà con l’italiano la brava studentessa è riuscita a scrivere un bellissimo pezzo. 
Infinite grazie Marina

Ancora una volta il mondo del web unisce le persone accorciando le distanze.
E’ intercorsa una fitta corrispondenza tra noi: lei scettica, io entusiasta. Ha vinto la mia testardaggine. Dopo alcune “aggiustatine” qua e là Marina ha ceduto alle mie lusinghe e mi ha dato il suo consenso. Ho mantenuto il significato e le espressioni manifestate dall’autrice, senza stravolgere più di tanto il suo pezzo. Dove necessario alcune parti del testo sono state sistemate da me (Marina ci tiene a farlo sapere), rendendo la stesura più fluida e comprensibile.
 
Racconto scritto da Marina
Arrangiamento di Tiziana
Ora mi viene da sorridere ripensando a quella situazione successa qualche anno fa in India.
Era la seconda volta che andavo in quel paese con la mia amica e non avrei mai immaginato di poter vivere un disagio da viaggiatore. Normalmente queste storie si sentono raccontare dagli altri e si pensa che non debbano mai succedere a noi, fino a quando, anch’io sono diventata “quella persona”.
L’India è un paese molto grande con la sua popolazione composta da varie culture ed etnie, la storia antica e i suoi paesaggi mutevoli. Il clima è piacevole con tanto sole, i suoi piatti speziati e i cibi fuocosi mi piacciono tanto, qui il tempo scorre fluente senza nessuna fretta. La situazione rispecchia la saggezza di Buddha “Ciò che deve accadere accade” e anche noi veniamo coinvolte nel flusso della vita indiana.
Quando siamo arrivate sono cominciate le storie da raccontare, credo che sia una caratteristica indiana, come in una favola: quelle che si raccontano ai bambini.
All´aeroporto ci sono sempre tante persone che arrivano e partono con le proprie valigie, ogni tanto qualcuna anche senza, ma… come si può fare se la nostra valigia si perde a centinaia di chilometri di distanza con dentro tutto l’occorrente per farci sentire a nostro agio?
Se arrivate a Nuova Delhi per uno scalo, esiste solo una piccola possibilità di poter uscire dalla struttura: se dopo qualche ora avete un collegamento con un altro volo.
Prese dal gran caldo che c’era all’interno dell’aerostazione, io e la mia amica, volevamo ristorarci fuori, era caldo anche all’esterno ma era pur sempre all’aperto, dopo parecchie ore di volo eravamo cotte nell’anima e nel corpo.
Per due volte abbiamo rivolto la nostra richiesta ad alcuni funzionari e ogni volta abbiamo ricevuto una risposta-domanda “Have you problem?” Certo che avevamo un problema, volevamo solo uscire a respirare l’aria sacra dell’India, ma non ci lasciavano passare. Al contrario, eravamo rinchiuse dentro. Noi, persone libere e indipendenti, che sfortuna!
Dopo alcuni tentativi abbiamo cambiato tattica e abbiamo rivolto la nostra richiesta a un impiegato che dimostrava una certa influenza. Con grande sorpresa abbiamo vinto la nostra guerra!
Dopo pochi minuti eravamo fuori sulle panchine con l’umore che saliva in alto. Si stava bene e i nostri pensieri andavano alla vacanza appena cominciata. Sotto il sole brillante di quel momento, niente poteva far pensare a qualcosa di negativo.
Dopo il volo di trasferimento con il sud dell’India, al nostro arrivo abbiamo incontrato un clima umido come lo si potrebbe percepire dentro una piscina piena d’acqua. Abbiamo seguito la fila di persone che ci portò al recupero dei nostri bagagli e poi avremmo proseguito il viaggio verso luoghi sconosciuti.

C’erano moltissimi bagagli che aspettavano l’incontro dei loro proprietari. Anch’io aspettavo quell’incontro. Era rimasta una sola valigia che ruotava sul tappeto e… non era la mia! Che fine aveva fatto lo zaino più grande del mondo, con tutta la mia vita dentro?

Mi sentivo male ed ero agitata, mi girava la testa, volevo gridare a voce alta com’era possibile che tutto questo stava per succedere proprio a me!

La mia amica cercava di calmarmi mentre io raccoglievo i pensieri, in quei momenti vengono fuori i pensieri più scuri, come una giornata senza sole.

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Dopo la notizia del mio bagaglio disperso, mi sono rivolta all’ufficio dell’Air India, raccontando quanto era appena successo e dichiarando quali fossero i miei programmi in quel paese. Il personale mi informò che il mio zaino era arrivato a Nuova Delhi e l’indomani mattina me lo avrebbero spedito qui al sud, con il primo volo.

Ma dove me lo avrebbero spedito? Non avevamo prenotato nessun alloggio, avevamo solo preso in considerazione un indirizzo suggerito da Lonely Planet. In agenzia avevamo lasciato tutti i nostri dati, siamo saliti su un taxi affrontando la notte all’avventura. La provvidenza ci venne in soccorso, come sempre in India le istituzioni si organizzano, coinvolgendo tutti, amici e famigliari.
In quel momento stavamo combattendo contro la disperazione e contro le zanzare che cominciavano a punzecchiare la nostra pelle nordica non abbronzata ma l’importante era mantenere il nostro OM interiore.
Dopo qualche minuto di attesa nella notte buia, abbiamo sentito il rumore di una moto: un giovane ci portava buone notizie.
Almeno per qualche tempo potevamo stare tranquilli per l’alloggio. Il messaggero si portò via uno dei nostri compagni per esaminare il palazzo che ci avevano concesso e tornarono dopo pochi minuti.
Eravamo seduti sul taxi, con l’autista che aspettava la decisione insieme a noi, quando finalmente ci siamo diretti verso il palazzo. Il riposo mi avrebbe permesso di alleggerire i pensieri pesanti che non mi abbandonavano. Non avevo nulla con me, avevo solo il passaporto per far sapere chi ero e da dove venivo.
Il giorno seguente ci siamo svegliate baciate dalle zanzare e gonfie per il caldo umido della notte. La giornata era bellissima, nonostante il pensiero costante del mio bagaglio che mi impediva di essere del tutto serena. Non ero ancora sicura al 100% del suo ritrovamento ma riponevo fiducia e speranza per riaverlo al più presto.
Lo squillo del telefono annunciò che il mio piacevole soggiorno in India poteva proseguire indisturbato fino all’ultimo giorno. Dopo poco arrivò il funzionario dell’Air India sorridente. Scese dalla macchina con i documenti da firmare in mano ed io, più felice che mai, pensavo al mio tragitto in compagnia… del mio zaino.
I miracoli sono per accadere e fare le sorprese della vita quando le aspetta di meno.
(l’ultima frase l’ho lasciata intonsa perché è troppo bella)


Racconto scritto da Marina
Arrangiamento di Tiziana
Vignetta disegnata da Tiziana
 
 
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La pronuncia è importante.

22 pensieri su “Respira e conta fino a dieci.

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  3. a me è successo in Norvegia: all'agenzia viaggi ci avevano assicurato che per il trasferimento Oslo-Bergen i bagagli sarebbero stati caricati automaticamente, quindi noi tranquilli andiamo per salire sul secondo aereo e ci dicono che dovevamo ritirare le borse e rifare il check-in.Fin quì nessun problema se non fosse che non riuscivamo a rientrare al ritiro bagagli! è stato un incubo,ci spedivano a destra e sinistra ma tutte le porte erano chiuse e vedevamo i nostri poveri bagagli girare sul rullo dall'altro lato del vetro…alla fine siamo riusciti a recuperarli e abbiamo preso l'aereo al volo,ma ovviamente all'atterraggio non abbiamo trovato le valigie ad attenderci,che sono arrivate in albergo solo a mezzanotte! da allora, sempre un cambio nel bagaglio a mano 😀

  4. È successo anche a me ed è stata un ' esperienza amara!Intanto da più di un anno la mia bella valigiona rossa è andata perduta….ed io ci penso ancora!Tutte le mie cose smarriter e nessuno che se ne assuma la responsabilità….che rabbia!

  5. ah ah mi sa che quel passeggino è nato sfortunato. Io ho iniziato da poco i miei viaggi volando e le tratte sono ancora brevi, pertanto il mio bagaglio è solo a mano, però potrei dimenticarlo sull'aereo… Quando si hanno bimbi al seguito la prudenza non è mai troppa e un cambio completo è necessario. Ciao

  6. Sai che noi quando viaggiamo dividiamo sempre i vsetiti in 2 valigie con la speranza di perderne una sola e non tutte e due? inoltre da quando ho samir, un suo cambio completo è sempre nel bagaglio a mano … hai visto mai?!?!?
    Comunque finora il bagaglio non l'abbiamo mai smarrito, anche se da albergatrice dico che la prassi di vedersi recapitare valigie a distanza di qualche giorno non è poi così rara.
    Con Samir però mi è successo ben di peggio … Quando siamo andati in Tunisia lui aveva solo 3 mesi e sai cosa ci hanno perso e mai più ritrovato??? Un pezzo della carrozzina, quello fondamentale per tenere insieme il tutto 😦
    Dovevamo stare lì 3 settimane e capirai che con un bambino così piccolo la carozzina è più importante del latte in polvere!!! Soprattutto se consideri che lì di carrozzine non ne vendono …
    Abbiamo risolto acquistando un passeggino mai più usato e imparando la lezione: ogni pezzo del passeggino va dichiarato ed etihettato al check-in!

    PS: il passeggino/carrozzina èè sempre quello della mia gaffe di viaggio, ovvimanete! 🙂

  7. Ed è per quello che nel bagaglio a mano metto sempre qualche indumento di ricambio, spazzolino e dentifricio… almeno l'attesa del bagaglio è meno traumatica… anche a me è successo più volte!!
    Bel report davvero! Complimenti a Marina!

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