Storia di un’esposizione.

Voglio raccontarvi di un’esperienza che ho vissuto recentemente.
Questo è il reportage sulla mostra che ha avuto luogo a Vigevano alla fine di settembre, organizzata dai radioamatori della sezione vigevanese, in occasione del 55° anno dalla fondazione.
LE RADIOCOMUNICAZIONI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE


La preparazione
Sono rimasta colpita dalla complessità  che ruota attorno alla nascita di un evento importante. Organizzare una mostra comporta numerosi e difficili passaggi, ho vissuto le varie fasi della realizzazione e dell’allestimento, che mi hanno coinvolta fino alla sua conclusione. La mostra proponeva un affascinante viaggio nel tempo alla scoperta delle radio militari durante la seconda guerra mondialePer qualche mese, la progettazione della mostra, è stata l’argomento fisso della giornata. L’idea venne concretizzata solo con l’aiuto di un benefattore:  il collezionista che ha permesso di realizzare questo progetto (ne parlerò nel post successivo). Dopo aver superato la fase teorica, fatta di lunghe e minuziose ricerche sui libri, sul web, dopo aver scelto il luogo ideale, dopo aver superato tutti i cavilli burocratici del caso, dopo aver creato un originale manifesto che trasmettesse tutto il significato della mostra stessa, dopo aver realizzato un video che proponesse immagini d’epoca dei vari utilizzi riguardo ai pezzi esposti, dopo molteplici meeting, riunioni, incontri, si è passati alla parte pratica.
 Ma andiamo con ordine, conosciamo i protagonisti di questa avventura.
I radioamatori della sezione A.R.I. di Vigevano
La strada sotterranea del castello di Vigevano.
 Questo tratto, molto suggestivo, è stato il luogo assegnato dal Comune per allestire la mostra, non poteva esserci destinazione migliore.
La casa-magazzino, dove i materiali venivano stipati in attesa di essere utilizzati.

 All’interno del team organizzativo c’erano persone con ruoli distinti, c’era chi si occupava di improntare una stazione radio operativa, c’era l’addetto alle luci, c’era chi si occupava della parte promozionale, chi si è occupato della parte multimediale, c’era chi posizionava i preziosi oggetti della collezione, chi pensava all’estetica, chi si occupava dei trasporti, c’era un falegname, c’era chi cuciva i tessuti, io e Marisa abbiamo posizionato alcuni elementi d’arredo, c’era chi reperiva l’oggettistica, c’era chi procurava i vestiti mancanti ai manichini e chi doveva procurare i finanziamenti, insomma una squadra efficiente, pronta a tutto. C’era anche chi, per motivi seri e inaspettati, non poteva essere presente sul campo di lavoro e con grande dispiacere partecipava da casa con la stessa passione. Dopo mesi di preparazione, venne il giorno dell’allestimento, i “ragazzi” erano carichi e l’entusiasmo alle stelle. I preparativi fervevano e ogni dettaglio veniva curato nei minimi particolari.
In questa macchina non entra più nulla!

Dopo giorni di preparazione finalmente il giorno dell’allestimento arrivò.

Ognuno al proprio compito.

L’instancabile Rino all’opera.

Alcuni pezzi, messi sui banchi espositivi, una volta collegati,
dovevano essere provati per essere pronti per le dimostrazioni.

Un’ultima verifica generale mentre l’ora dell’inaugurazione si avvicina.

Tutto è pronto, si può cominciare…
 

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17 pensieri su “Storia di un’esposizione.

  1. Turista – Si il “dietro le quinte” è mooolto interessante, si possono scoprire i segreti di un allestimento. Quanto lavoro, ma tanta soddisfazione. Cara Monica, nemmeno me ne sono accorta di quello che ho fatto, ho trovato il secondo post in prima pagina…mah dici che sarà la stanchezza? Un bacio

  2. ma che bellaaaaaaaaaaaa!!! E poi vissuta in prima persona (per quanto stancante) deve essere stato emozionante. Vuoi mettere l'ansia del “dietro le quinte” e la soddisfazione del successo???? BRAVISSIMI!!! P.S. un abbraccione tutto per te! P.P.S. anche io sto facendo dei pasticci col blog…invece di cliccare salva, ho cliccato pubblica…senza titolo, senza tag, senza foto…saremo un tantino stanche??? 😉

  3. Titti – sei sempre molto gentile, grazie.

    Sara -ciaoo Sara che bello vederti! Si si è proprio lui. E' stato un gran lavoro ma largamente gratificato, i “ragazzi” sono molto soddisfatti. Quella sotterranea è suggestiva ed è solo una piccola parte, il castello è un grande complesso. Se un giorno avrai voglia di fare una delle tue gite fuori porta fin qui, sarà un vero piacere farvi da guida (una guida di poco valore ma se ti accontenti…) Un bacio grande.

    Nega – grazie si da vedere insieme alla meravigliosa piazza ducale. Un abbraccio.

    Sabrina – ho voluto fare un omaggio ai “ragazzi” di cui sopra. Grazie cara.

  4. Ma dimmi un po'.. quel Piero è il Nostro Piero??

    Certo che di lavoro ce ne un sacco e la passione mi sembra che non manchi davvero!!

    La strada sotterranea del castello di Vigevano è davvero suggestiva.. mi ha emozionata!!

    Bel lavoro ragazza!!
    Un bacio!
    🙂

  5. Clau – Quando l'hanno visto per la prima volta sono rimasti colpiti. Grazie cara un abbraccio.

    Ila – Quante storie, quante situazioni sconosciute che varrebbe la pena di raccontare, io ne ho avuta l'opportunità. Un bacio

    P&amp – Ti ringrazio cara Paola, devo ammettere che è stata una bella esperienza da cui si ricava sempre qualcosa di costruttivo. Un abbraccio.

  6. Ciao Tizi, ricordare la storia e quello che è accaduto per non dimenticare è sempre una cosa lodevole, poi se lo si fa in compagnia di persone speciali diventa anche divertente e un modo per passare delle giornate insieme…complimenti! Buona l'iniziativa, bella e suggestiva la location, simpatiche le persone…insomma cosa volere di più???
    Ciao a presto

  7. Sandra – hanno ancora spazio oggi nonostante le avanzate tecnologie più sofisticate. Grazie cara

    Dreamy – Cara Valentina hai ragione, come dico più su, ho fatto uno dei miei pasticci, apri di qui, clicca di là, ho premuto il tasto “pubblica” …ho dovuto rifare tutto, perdendo così tutto il lavoro fatto per il secondo post. La tecnologia bloggheriana ogni tanto mi trae in inganno, e io ci casco. Un bacio carissima.

  8. Il luogo della mostra è davvero suggestivo..hai ragione! Non potevate avere a disposizione luogo migliore 🙂
    Comunque è importante organizzare eventi culturali di questo tipo.. 🙂 immagino sia stata una bella soddisfazione per te prendere parte a questo evento 😀
    Buona domenica Tiziana 🙂

    p.s. ma l'aggiornamento mi dava anche la 2 parte o sbaglio?

  9. Chiedo scusa a tutti ma ho fatto un pasticcio che posso rimediare in parte. Riscrivo i vostri commenti qui sotto.

    Mark mi ha detto:
    Hai fatto quattro passi tra le trasmissioni, meno male che non erano televisive altrimenti ci potevi trasmettere il male 😉 In bocca al lupo per il prosieguo.

    Adriano Maini mi ha detto:
    Bella mostra e belle fotografie. Giusto documentare. Ma quanti tristi ricordi di storie di guerra sentiteraccontare o lette!

    Pupottina mi ha detto:
    dice bene Mark che hai fatto 4 passi tra le trasmissioni…. molto interessante questo post. sono fatti e persone che non conoscevo… buona domenica ^_________^

    Io rispondo:
    Mark – ah ah divertente! Grazie per il tuo messaggio. Un saluto

    Adriano – hai ragione quando si parla di quel periodo, come di tutti i momenti simili, si vorrebbero cancellare le terribili atrocità che molte popolazioni hanno dovuto subire in “nome” della propria patria. Ma non si può cancellare e per fortuna la storia ce lo ricorda perché “non” bisogna dimenticare. Tra quelle orribili tragedie però, non si può altresì negare che l'ingegno umano, a fronte di specifiche esigenze, ha saputo inventare cose di cui oggi noi ne possiamo fruire. Le radiocomunicazioni, con le sue grandi apparecchiature, che a quel tempo erano ancora in via sperimentale, hanno dato il via a una serie di progetti che porteranno, negli anni, ad un piccolo oggetto comune a tutti quanti noi, che racchiude tutto tutta l'evoluzione degli ultimi decenni…il nostro comunissimo cellulare. Questo è un argomento che non si può tralasciare, anche se purtroppo è accomunato ad un periodo terrificante. Grazie Adriano un saluto.

    Pupottina – Grazie Pupa un abbraccio.

    Cavalletto di Bruxelles mi ha detto:
    Bellissimo documentario di una giornata sicuramente molto interessante! E' bello che ci sia qualcuno impegnato nel voler raccontare la storia e che renda omaggio ai ricordi, anche a quelli tristi che però non vanno mai dimenticati.

    Erika mi ha detto:
    Deve essere stata un'esperienza molto positiva e ricca di soddisfazioni. Complimenti a tutto lo staff. Serena domenica! Un abbbraccio.

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