Storia di un’esposizione (seconda parte)

LE RADIOCOMUNICAZIONI DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Devo fare una premessa: per aspirare ad un buon risultato sarebbe bene auspicare un inizio buono. In alcuni casi rari, esiste la possibilità che l’incontro di due persone possa creare le basi per realizzare un piccolo sogno. Quando Piero conobbe Alberto, il Presidente dell’Associazione Rover Joe, ci fu subito una bella intesa tra loro e da lì nacque il progetto di organizzare la mostra. Grazie alla generosità e alla sensibilità di questo collezionista, i radioamatori, ancora ignari, andavano incontro ad un grande evento.
L’inaugurazione.
 Nel post precedente eravamo arrivati al punto appena prima dell’inaugurazione. Alle ore 18.00 di venerdì 23 settembre si aprivano le porte all’evento. La mostra aveva avuto il patrocinio e la collaborazione del Comune di Vigevano, gli assessori presenti diedero ufficialità alla cerimonia con un discorso d’apertura. Poi la parola passò ai collezionisti. Uno dei responsabili del Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia, Roberto, prese la parola per un breve commento, il loro supporto tecnico-logistico è stato prezioso per la realizzazione dell’iniziativa. Poi venne il turno di Alberto, che dopo un breve discorso condusse il pubblico presente alla loro prima visita guidata.
Le collezioni.
Il percorso espositivo ospitava circa 45 apparecchiature originali dell’epoca. Tra i vari pezzi di rilievo spiccava  senz’altro Enigma, la famosa macchina che cifrava e decifrava i messaggi.
Forse la maggiore attrazione in esposizione era un’auto chiamata Rover Joe. Il mezzo, posto all’ingresso della sala, catturava gli sguardi dei visitatori, sorpresi di questa curiosa presenza. Interessante come la storia del suo autista Paul Bennett.

Il pubblico era attratto da un’istallazione, dove due grosse e pesanti apparecchiature, poste su di una sella particolare, venivano trasportate a dorso di un povero animale da soma (presumibilmente un mulo) il quale, si sobbarcava il pesante bagaglio (qui c’era un supporto inanimato a sorreggerlo).
Il percorso espositivo presentava radio originali di alcune nazionalità. Le nazioni rappresentare erano: Italia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna, Russia, Giappone. Eccovi solo alcuni pezzi della preziosa collezione.

Erano presenti anche alcune istallazioni che simulavano situazioni di quel tempo,
come la ricostruzione di un ambiente casalingo con radio d’epoca…
…oppure una postazione campale con operatore alla telescrivente.
Una mostra forse non di facile comprensione dove queste macchine ci dicono quanto l’ingegno umano ha dovuto adattare le proprie capacità tecniche alle terribili esigenze di quei momenti. Sicuramente un percorso di grande fascino e di interesse storico, che vale la pena di conoscere.

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14 pensieri su “Storia di un’esposizione (seconda parte)

  1. Guarda questo link:

    http://www.atuttascuola.it/tesine/comunicazione/la_macchina_enigma.htm

    La decifrazione di Enigma ha probabilmente cambiato il modo in cui si intende l'intelligenza delle macchine oggi. Era considerata un'impresa impossibile. Solo un genio pazzo aiutato da una squadra di geni avrebbe potuto sperare di scardinare i segreti di quel macchinario. Neanche a dirlo, così è stato.

    Lo stesso per il codice giapponese, credo si chiamasse “purpura”.

    Grazie a quelle macchine e ai tentativi umani di scardinare i codici che generavano, la matematica ha compiuto passi da gigante.

  2. Audrey – Grazie a te per la visita, piacerebbe anche a me andarci. buona serata.

    Clau – hai perfettamente ragione cara Claudia, un bacio.

    Sandra – ciao cara e grazie.

    Exodus – Enigma è un pezzo raro ma non unico, a quel tempo nasce come esperimento da mettere sul mercato rivolto per il mondo industriale ma per gli alti costi il progetto non fece presa. In un secondo tempo, dopo alcuni tentativi deludenti, il governo tedesco decise di adottare questa macchina per cifrare e decifrare i messaggi, durante il secondo conflitto bellico. Sembrò una scoperta unica, pensavano fosse infallibile e invece…
    Se sei un collezionista attento e desideri arricchire la tua collezione con pezzi rari, penso che prima o poi l'occasione ti si presenta. Il collezionista della nostra mostra possiede questo modello e ci ha regalato l'opportunità di poter “cliccare” su quei tasti, un pezzo prestigioso che ha dato lustro alla mostra. Grazie per le tue domande Exo

  3. Queste mostre servono a guardarci indietro e a non dimenticare!Il passo del tempo ed il progresso tecnologico non smettono mai di sorprendermi!
    Baci

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