Cina, quadri d’Oriente.

 

In viaggio con Daniele
rubrica a cura di Daniele
Suzhou e Hangzhou

Suzhou è famosa per i suoi splendidi giardini come il Giardino dell’umile amministratoree il Giardino del pescatore. Parlare di giardini può essere riduttivo in quanto si tratta di veri e propri riproduzioni in piccolo della natura dove niente è lasciato al caso e ogni scelta, di piante o di posizioni, ha un preciso significato.

Ad esempio, visto che l’elemento dell’acqua non manca mai, troviamo dei piccoli ponti non dritti ma a zig zag. La tradizione vuole che i fantasmi possano camminare solo in linea retta, così tale intuizione serve per difendere il giardino da presenze maligne. In realtà, c’è anche un motivo pratico in quanto un ponte a zig zag obbliga chi l’attraversa a guardare da diverse direzioni il panorama per apprezzarlo meglio. Alcune volte troviamo dei muri forati che permettono di affacciarsi su un angolo del giardino o sul corso d’acqua. Questo crea quasi una cornice intorno alla natura, trasformandola in un quadro vivente, mai uguale in quanto sempre in cambiamento per il passare delle stagioni.

 

A Hangzhou ci fermiamo alcune ore sulle sponde del Lago dell’Ovest.

Andiamo a visitare il Tempio Lingyin. Il luogo è molto caratteristico. Si tratta di una rete di grotte e di statue buddiste.

 


Ultima tappa del nostro viaggio in Cina è Shangaiche ci riporta nel pieno di una città internazionale. Grattacieli, traffico, luci, pubblicità. L’effetto che abbiamo, affacciandoci dal nostro albergo, è di poter essere in una qualsiasi grande metropoli.

Facciamo una passeggiata lungo le strade principali. E’ pieno di negozi. Le luci delle insegne fanno quasi dimenticare che siamo di notte.

 

La Cina sta cercando di dimostrare al mondo intero di essere una potenza internazionale. Non potevamo non concludere il nostro viaggio verso l’aeroporto non prendendo il treno più veloce al mondo. Nonostante le braccia tremanti, sollecitate dalla velocità, siamo riusciti a fotografare il display che mostra 431 Km/h.
Rientro dalla Cina riponendo idealmente le bacchette che ho utilizzato nel corso del mio viaggio, forchetta e coltello dimenticati per tutto il viaggio.
Forse ho visto troppo: tanta bellezza, tanta storia ma anche tanti contrasti. Ricorderò un po’ tutto in eccesso. Gli odori forti, dei mercati, della gente, dello smog e del caldo che ti appiccica addosso gli abiti. La meticolosità e la maestria degli artigiani. La bellezza della natura e degli interventi dell’uomo per riprodurla. Ho scoperto che i bonsai sono di origine cinese. Anche molte altre invenzioni, come la polvere da sparo, provengono dalla Cina nonostante noi possiamo pensare diversamente. Questo perché la Cina ad un certo punto della sua storia ha deciso di chiudersi a qualsiasi influenza esterna, pensando di bastare a sé stessa e che qualsiasi contatto con gli altri Popoli l’avrebbe contaminata.
Questo è un insegnamento che mi porterò con me. In questo momento storico serve proprio a noi occidentali che dobbiamo affrontare l’arrivo, in alcuni casi dirompente, sulla scena internazionale e nel nostro quotidiano di questi Paesi ormai emersi, non più emergenti.

Testo e foto di Daniele



 
La prossima volta Daniele ci porta in Messico. Voi ci sarete vero?

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4 pensieri su “Cina, quadri d’Oriente.

  1. Io ci ho vissuto per 3 anni, metà dei quali proprio s Suzhou. Confermo che è una nazione dai forti contrasti. La facciata è sempre bellissima come fra i grattacieli di Shanghai, poi giri l'angolo e hai tutte altre visioni. Quelle della sporcizia, della gente che si lava ancora i capelli per strada perché in casa non c'è il bagno, degli odori improbabili.. Ci sono ormai le vetrine più belle del mondo, auto costosissime, ristoranti bellissimi e poi la maggior parte della popolazione sputa ancora davanti ai tuoi occhi. Ed il peccato più grande è tutto ciò che hanno distrutto del loro patrimonio durante la rivoluzione culturale… Ora hanno capito che il passato piace ai turisti e cercano di valorizzare quel poco che c'è, ma purtroppo è rimasto ben poco. Ed è difficile parlarne come un'unica nazione perché è talmente grande da non poterlo fare. Tantissime le differenze fra regioni industrializzate e regioni ancora prevalentemente agricole. A livello paesaggistico ci sono tante meraviglie ed anche le 3 città più importanti, Pechino, Shanghai e Hong Kong, profondamente diverse, da sole valgono il viaggio

  2. La Cina, che paese strano!
    Un po' m'affascina, un po' mi lascia perplessa!
    Vorrei visitarla e capirci di più.
    Grazie per questo reportage!
    Un abbraccio Tiziana 🙂

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