Cosa non mi perderei a Parigi.

 
Ritorna a trovarci una cara amica: Marina. Ci porta in regalo il suo recente viaggio a Parigi. Marina non è soltanto una raffinata maestra in cucina ma è anche un’osservatrice attenta del mondo che la circonda. Mentre ci prepariamo a subire il fascino della magica capitale francese, attraverso i luoghi preferiti di Marina, gustatevi un macaron al cioccolato bianco e vediamo dove ci porterà, la cosa è certa, ci farà venire la voglia di fare le valige e partire all’istante. 

 “La cosa che non vorrei mai perdermi di Parigi è proprio la possibilità di perdermi.”

Racconta: Marina
Foto di Marina
Ho scelto Parigi come luogo del cuore. Per tanti motivi e per nessuno in particolare semplicemente ne ho subito il fascino ottocentesco e romantico. Ogni volta che ci torno alzo gli occhi e scelgo in quale palazzo vorrei vivere. Sussurro all’orecchio di mio marito che lì, dietro quella grande finestra, mi ci vedrei molto bene. Lui abbozza un sorriso ma non mi nega mai la possibilità di continuare a desiderare questo trasferimento. Per questo oggi mi trovo qui, ospite di Tiziana. Vorrei far conoscere i miei posti preferiti, consigliare alcuni luoghi da visitare a chi come me ci è già stato un paio di volte e ha voglia di scoprire nuove mete. Una specie di decalogo per quelli innamorati di Parigi e desiderosi di approfondire la conoscenza de la ville lumière. 
In rigoroso ordine sparso vi lascio un elenco (non senza qualche annotazione personale) di posticini da non perdere. Servirà ad alimentare il desiderio di tornarci ancora…
Foto di Marina
Comincio dalla facciata dell’Istitut du Monde Arabe dove decine di diaframmi riescono a creare un vero e proprio pizzo metallico che ricorda gli edifici arabi, un vero incanto. L’Istituto è un grande edificio che raccoglie un museo, una biblioteca, un caffè letterario e al 9° piano un ristorante. Ma, anche se non si desidera pranzare o cenare lì, salite comunque fino in cima per godere la vista di Parigi dall’alto, non ve ne pentirete!
Foto di Marina
Per continuare suggerisco una passeggiata lungo il canal Saint Martin la domenica mattina (quello dove Amélie faceva saltellare i sassi nell’acqua…). Piacevole, rilassante in qualsiasi stagione si respira un’atmosfera diversa dalle zone più turistiche. Ci si può fermare per il brunch in uno dei locali che si affacciano sul canale e sentirsi in vacanza e contemporaneamente cittadina di Paris, una sensazione non male direi dalla quale mi lascio prendere con molta facilità.
Tra le decine di musei parigini ce ne sono un paio che tornerei a visitare con piacere. Il primo è il Musee des arts decoratifs . Le sezioni sono tantissime ma la mia preferita è quella dedicata alla moda e ai tessuti. Ci sono abiti e “pezze” bellissimi, alcuni sono delle autentiche meraviglie, basta dare un’occhiata al sito per essere invitati alla visita. Peccato non poter fare neppure una fotografia ma ci si può consolare con il bookshop più ricco che si sia mai visto dove il rischio di cadere nell’acquisto compulsivo è assicurato. L’altro museo è il Marmottan la sede è già una garanzia di fascino: un hôtel particulier con giardino in cui sono presenti un centinaio di opere di Monet fra cui Impression soleil levant da cui è nata la parola Impressionismo. Se poi è estate comprate un panino al volo e fermatevi a mangiarlo nel parco di fianco al museo, sarà che a me ricorda un momento molto romantico e non vedo l’ora di rifarlo…
foto di Marina
Se amate cucinare e soprattutto siete fanatici dei libri di cucina c’è una libreria nella quale perdersi, la mia media di permanenza va da 1 a 2 ore, ed ho detto media!
La Librairie Gourmande è un luogo davvero speciale, due piani esclusivamente dedicati a ricettari e a libri a tema culinario. Le ragazze che ci lavorano sono carine e gentili, disposte a parlare lentamente intrattenendo una conversazione con i clienti (leggi me) che capiscono ma parlano poco per ignoranza e timidezza… E questo vi porterà a restarci ancora più a lungo.
Foto di Marina
E naturalmente non posso non suggerire un ristorante. In realtà ce ne sarebbero diversi ma scelgo quello dove il cibo è una sintesi della gastronomia francese a prezzi abbordabili. Si tratta del bistrot Paul Bert. Un locale parigino, frequentato da francesi e turisti. I tavoli sono attaccati gli uni agli altri ma se avete la fortuna come è successo a noi di avere dei vicini simpatici e disponibili questa vicinanza non sarà difficile. Consiglio la cassoulet ma solo se fuori ci sono tra i 3 e i 7 gradi, non uno di più perché è un piatto decisamente ricco di gusto e calorie e dalla digestione impegnativa. E anche se desiderate assaggiare il ris de veau (vedi categoria “frattaglie”) questo è il posto giusto. Se poi dovete scegliere un dessert non fatevi scappare la Paris-Brest o il soufflé, i classici dolci da bistrot perfettamente realizzati e in perfetto stile con il locale.
Infine la cosa che non vorrei mai perdermi di Parigi è proprio la possibilità di perdermi. Scendere ad una stazione della metro, salire in superficie e camminare guidati solo dalla voglia di scoprire Parigi è la cosa che amo di più. Anche perché basta girare l’angolo e scoprire un negozio dove comprare dei cartoncini colorati e del filo per i pacchetti. Oppure imbattersi in un simpatico shop che vende solo ed esclusivamente marmellate, piccolo e romantico e dove si possono assaggiare gli abbinamenti più strani.
Insomma credo si sia capito perché non riesco a starle lontana…
testo e foto di Marina
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20 pensieri su “Cosa non mi perderei a Parigi.

  1. Pingback: Finalmente Parigi…

  2. oh che peccato! Cerca di convincerlo. Pensa che io pensavo la stessa cosa e ho dovuto ricredermi, tutte le volte che ci sono andata ho trovato solo persone gentilissime e disponibili. Speriamo che cambi idea e spero che possiate passare un soggiorno indimenticabile. A Paris, la belle ville.

  3. non riesco a convincere mio marito ad andare a Parigi. Ha un pessimo ricordo del viaggio che fece con la scuola. Gliel'ho detto un milione di volte che se i parigini incontrati durante le scorribande quotidiane li hanno “sgridati” avranno avuto le loro ragioni, ma lui non vuole saperne: dice che sono antipatici. Forse se gli faccio leggere un po' di diari come questo, si convince ad andare. Speriamo!!!

  4. Bello il tuo post, non tutto quello che hai descritto lo conoscevo anche se sono stata più volte a Parigi. Vero che Parigi è unica, ma del resto come tutte le capitali europee e non solo. Ognuna ha un suo volto particolare, un suo profumo che incanta.

  5. Ciao, non sono mai stata a Parigi, diciamo spesso che dobbiamo andarci e poi, col fatto che ci piace viaggiare coi nostri cani, rinunciamo sempre. Ma adesso me ne avete proprio fatto venire la voglia, davvero un bellissimo post.
    Buona serata.
    Antonella

  6. Wow Annalisa ogni anno!!!! Che bellezza! Potessi ci ritornerei anch'io ogni anno… anche senza scuse, anche solo per sedermi sulle panchine di Place du Tertre per osservare il via vai di una giornata ordinaria, uff, che nostalgia!

  7. Grazie Marina, mi hai ricordato di quattro splendidi giorni trascorsi molto tempo fa in questa romantica città….era inverno e nevicava, tutto era bianco e terribilmente romantico e ovattato…non lo scorderò mai quel piccolo viaggio!!! La voglia di ritornare c'è, eccome, e terrò presente i tuoi consigli, i due musei da te accennati non li abbiamo visitati e magari sarà l'occasione per cenare in qualche bel locale indicato da te! A presto..
    PS: grazie a Tiziana che ti ospita…
    Ciao ciao

  8. Grazie a te Tiziana, mi piace condividere con i tuoi lettori e amici i miei ricordi di viaggio 🙂
    @Gua-sta blog: condivido, ci vuole una scusa… ma non sempre è necessaria!

  9. Grazie! Ogni anno io e mio marito passiamo un lungo weekend a Parigi ed alcuni posti suggeriti li conoscevamo già (sul canale StMartin facciamo sempre anche la gita in barca attraverso le sue 14 chiuse…), però i due musei citati non li conoscevamo. Ci vuole sempre una scusa per tornare a Parigi! O anche no…

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