1000 km per incontrare una voce.

(Foto degli scavi di Pompei presa da qui)

Nella mia vita ho avuto una sola amica di telefono, nel senso che per diverse circostanze è capitato di conoscerci solo per telefono. Questo modo di comunicare mi piace, dopo il primo timido approccio mi lascio andare a interminabili chiacchierate, confortata da quella copertina di anonimato che rassicura. Dopo anni di ore passate al telefono, mi sembrava di conoscerla da sempre. Nell’agosto del 2001 prendemmo la decisione di incontrarci di persona. La rotta ci segnò la via verso la Basilicata.

Volutamente tra me e A non ci fu mai uno scambio di foto e la curiosità di conoscerci era molta, tanto da
affrontare il temuto caldo agostano nel 2001. Pensando a quanta strada ci aspettava, decidemmo di spezzare il viaggio facendo tappa a Pompei. Sarebbe bastato un giorno per visitare i resti dell’antica città romana? Partenza alle ore 6 del mattino. Lungo l’autostrada rovente ci fermammo alcune volte, la calura non ci dava tregua, a quel tempo il climatizzatore era un sogno. Una volta arrivati il primo pensiero fu una doccia e un riposino con aria condizionata nella camera d’albergo. Rigenerati dalla frescura artificiale del condizionatore, eccoci ad esplorare questa città. Le strade della città moderna ci sembrarono molto trafficate, in alcuni casi risultava difficile attraversare le vie, era tardi e trovammo un ristorante: io e Piero quella sera abbiamo mangiato la mozzarella più buona del mondo. Il giorno dopo fu dedicato completamente ad esplorare le vestigia romane dell’antica Pompei. Non mi aspettavo che l’area delle rovine fosse così ampia, in realtà è una città di grandi dimensioni. Una volta iniziata la nostra visita ci siamo resi conto che forse un giorno non sarebbe bastato. La prima cosa che vedemmo fu l’anfiteatro, il ricordo andò in automatico al video dei Pink Floyd girato nel 1972.

pink floyd

(foto presa da qui)

Sotto un sole cocente visitammo l’area degli scavi che comprendeva alcuni particolari di una bellezza sorprendente. Pausa pranzo e piccola sosta in un angolo ombreggiato, poi la nostra visita proseguì ad esplorare i resti di una città che ci sembrò incredibilmente metropolitana, pensando all’epoca della sua costruzione. Il giorno dopo: partenza. Decidemmo di scegliere la strada della costiera, non l’avevamo mai vista ed era così vicina che non abbiamo resistito. I panorami, i paesaggi, che ci passavano veloci accanto mi hanno affascinata, peccato non avere avuto più tempo da dedicare alle splendide città costiere. L’incontro con la Basilicata fu una tale sorpresa: i colori erano così caldi, le dolci bionde colline ci hanno guidato attraverso la regione accompagnando i nostri sguardi fino alla città di destinazione: Pisticci. Una volta trovata la casa suonammo il campanello con l’ansia che precede una sorpresa. Qualcuno aprì la porta, una signora sconosciuta ci sorrise “Bene arrivati”, la sensazione era  stranissima, la voce era quella ma non aveva il viso famigliare. Il mio immaginario mi aveva tradito, per anni avevo “visto” quel volto e non era quello che mi stava sorridendo in quel momento. La cordialità e la simpatia dei nostri amici ci riportarono alla realtà, A e M erano finalmente qui di fronte a noi. Nei giorni a seguire ci portarono a vedere le meraviglie di quella terra lontana. A, simpatica, affabile e esperta conoscitrice del territorio, ci accompagnò per le vie della sua Pisticci che, posta su di un colle, domina la vallata circostante sull’area del Metapontino. Il clima estivo di questa zona è caldissimo di giorno e fresco di notte, quell’anno le temperature furono tremende. Ricordo il bianco candido, quasi accecante delle casedde, mi piaceva la sensazione di trovarmi in un luogo dall’aspetto così mediterraneo. Nel tempo la città ha mantenuto inalterato il valore delle sue tradizioni, ricordo le vie di sera, in occasione di una festa, con tantissime ed elaborate luminarie. Pisticci oggi è anche un vivace centro di eventi culturali, “l’estate pisticcese” è famosa per le sue numerose e interessanti manifestazioni.
Pisticci
Il breve soggiorno terminò e lasciammo gli amici ritrovati.
Devo confessare che ancora oggi penso ad A con il volto che la mia mente aveva costruito attorno alla sua voce.

23 pensieri su “1000 km per incontrare una voce.

  1. Siamo un blog collettivo.
    Invitiamo te e i tuoi amici a visitarci
    perchè il modo più bello per vivere è sorridere.
    Ciao da tutti noi.
    _____________________
    Dalle parole di Madre Teresa di Calcutta: “Non aspettare di finire l'università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti, di avere figli, di vederli sistemati, di perdere quei dieci chili, che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno. Non c’è momento migliore di questo per essere felice. La felicità è un percorso, non una destinazione. Lavora come se non avessi bisogno di denaro, ama come se non ti avessero mai ferito e balla come se non ti vedesse nessuno. Ricordati che la pelle avvizzisce, i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni. Ma l’importante non cambia: la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela. Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida. Finché sei vivo, sentiti vivo. Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere.”
    _____________________
    Quando l'amicizia sa andare oltre !!!

  2. Già tu, vivendo da quelle parti, hai la possibilità di confermare. Cara Erika, io sono già di mio molto sofferente al caldo ma non ricordo di aver mai sentito il sole così caldo come in Basilicata. Ciao cara.

  3. Chiedo scusa a te e a tutti i miei lettori, in effetti non sono molto presente, sto facendo dei lavori in casa che mi portano via molto tempo. Mi spiace di non passare dai vostri blog, spero di poterlo fare al più presto.
    Riguardo agli aggiornamenti sono andata a vedere e in effetti non si sono adeguati. Credo che sia per tutte le migliorie che sta facendo Blogger. Ora però mi sembra tutto ok. Datemi notizia grazie.
    Ciao Cara Sara, spero di venirti a trovare al più presto.

  4. Grazie Valentina. Dopo quell'anno ci siamo sentite ancora per molti anni. Col tempo le telefonate sono diminuite, ora è da molto che non ci sentiamo più. Dopo aver scritto questo racconto mi è ritornata la nostalgia. Ciao cara.

  5. Che bel post, 1000 chilometri per incontrare una voce. E' davvero un articolo speciale. Anche a me e' capitato di parlare con delle persone per poi incontrarle e scoprire che erano compelteamente diverse da come me le ero immaginate, ma e' anche questo il bello di questi meeting!

  6. Brava Tiziana! Ho letto tutto d'un fiato questa tua cronaca alquanto dettagliata. Conosco bene la zona metapontina e posso confermare che d'estate fa veramente tanto caldo.La gente è semplice, cordiale , sincera.. Anch'io come Vale sono curiosa di sapere se questa amicizia continua ancora.
    Serena giornata, amica mia.
    Erika

  7. Ma che bella storia e che bei posti! da visitare assolutamente!!
    Stessa domanda che ha fatto Rose…
    🙂

    ps. son passata per vedere che fine avevi fatto.. nel blogroll il tuo post risale a due settimane fa, e invece eccoti qua fresca fresca!

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