Rome to Nordkapp: il cinquino corre verso nord.

Seconda parte.
(Ti sei perso la prima parte? Clicca qui)

Testo e foto di Daniele.

Eccoci qui, pronti alla partenza. Quasi non ci sembra vero… Dopo mesi di preparazione, schemi, ipotesi, calcoli e chi più ne ha più ne metta… siamo pronti per partire. Lo stiamo per fare davvero? Questa è stata la domanda che ci siamo posti. Arriviamo a Roma, in via Claudia, esattamente di fronte al Colosseo. Ci parcheggiamo a bordo strada, con le quattro frecce accese, in attesa delle 13:30, l’orario prestabilito da mesi per la partenza. Arriviamo con non moltissimo anticipo, verso le 13:10, giusto il tempo di far partire una diretta su Instagram, perché ci sembrava giusto condividere questo momento con i nostri amici. Durante i minuti di diretta eravamo emozionatissimi nel mostrare il mitico cinquino allestito da viaggio e non vi dico l’emozione nel vedere tutta la partecipazione dei nostri amici. Poi arrivano le 13:30 ed è il LIFT OFF!!! Decollo!!!
Iniziamo a districarci nelle strade di Roma, alla guida Alessandro e scopriamo subito di aver sbagliato strada… con l’aiuto del navigatore riusciamo a recuperare più o meno la rotta che avevamo studiato. Io, con il navigatore in una mano e nell’altra il telefono per riprendere la diretta Instagram il momento dall’uscita da Roma.
Poi un incidente sulla Salaria ci rallenta notevolmente… ma non ci scoraggiamo e piano piano riusciamo ad uscire da Roma e raggiungere finalmente la diramazione Roma Nord che ci porterà vero l’autostrada A1, direzione Nord Milano. Arrivati a Fiano Romano abbiamo controllato il primo check point sulla tabella di marcia e scopriamo di essere in ritardo di soli 10 minuti

Poco male, ci sembrava di aver perso più tempo a causa dell’incidente sulla Salaria. E poi via, autostrada del Sole A1, fino a Modena, il nostro luogo di nascita e attuale residenza. Il viaggio fino a qui scorre piacevole, pieno di chiacchiere e di risate, battute, stupidaggini e ricordi di infanzia. Arrivati a Modena deviamo per l’autostrada A22 direzione Brennero. Qui il nostro pensiero: ieri sera eravamo già qui, non potevamo partire direttamente da Modena? Invece no!!! Per fare le cose fatte bene, spostiamoci a Roma!!! Quante risate ci siamo fatti!!!
Imboccata la A22 del Brennero, abbiamo una piacevole sorpresa: il mitico cinquino consuma meno del previsto e quindi possiamo spostare più avanti il primo rifornimento che da tabella di marcia era previsto a Campogalliano, all’omonima area di servizio. Quindi proseguiamo sulla A22, ormai è pomeriggio inoltrato e ci prepariamo allo scendere della sera. Arrivati poco prima del confine con l’Austria, ci fermiamo per l’acquisto della vignetta autostradale necessaria per il transito sulle autostrade austriache. Ne approfittiamo anche per il cambio alla guida e per la prima cena in auto: per la prima sera il menù prevedeva un insalata di mare preparata dalla mamma di Alessandro, ovviamente abbiamo cenato a turno, in quanto chi non era impegnato alla guida, poteva mangiare in tranquillità e l’altro avrebbe mangiato al cambio successivo. Il viaggio prosegue, ormai è sera e sconfiniamo in Austria, dove attraversiamo il Ponte Europa e arriviamo alla volta di Innsbruck. Ora che siamo in Austria dobbiamo tenere assolutamente d’occhio la velocità per non sforare il limite.

Fuori dall’Italia le leggi sono severissime e inoltre la regola principale di questa sfida è appunto quella di mantenere e rispettare i limiti di velocità imposti. E così piano piano tra una risata, una chiacchiera e una mini pennichella, arriviamo vicini al confine con la Germania, sono circa le 22:00 del 21 maggio. Rifornimento e via verso il confine.

A questa dogana bisogna rispettare il limite di ben 10 km/h. Vediamo i poliziotti alla dogana e con grande sorpresa scopriamo che non ci fermano per i controlli ma ci lasciano passare. Vedendo un’auto con targa italiana pensavamo proprio di non poterlo evitare, invece ci hanno fatto passare senza battere ciglio… meglio così!!! Ed ora, eccoci in Germania, direzione Monaco di Baviera, la destinazione finale tedesca è il porto di Rostock, che dobbiamo raggiungere assolutamente prima delle 5:45 del mattino, in quanto arrivare oltre, avrebbe chiuso il check in per l’imbarco del traghetto, in partenza per le ore 6:00. Da un breve calcolo spannometrico, capiamo di essere in orario… ma non troppo!!! Quindi la raccomandazione è quella di poter “tirare“ a più non posso nei tratti non soggetti a limiti. Ormai è notte fonda e chi non è in guida, è bene che si rilassi un po’ sul sedile del passeggero. Per riposare meglio, ci siamo presi dietro i nostri cuscini, per tenere la testa e il collo più rilassati possibile. Si può dormire tranquilli, tanto abbiamo fiducia reciproca l’uno dell’altro sullo stile di guida, in più dobbiamo rispettare i limiti. Ad ogni modo per quanto ci si rilassi, non si riesce mai a riposare al massimo, però sempre meglio di niente. D’altronde non sempre si dorme mentre si è seduti al posto del passeggero, quindi una cosa importante è quella di cercare di coinvolgere il guidatore in chiacchiere, battute, risate per mantenerlo sveglio. Ormai è notte fonda, sono alla guida e per mantenermi vigile, sgranocchio qualche biscotto, ma soprattutto sgranocchio delle carote e dei finocchi che Alessandro aveva preparato prima di partire. Le verdure crude da sgranocchiare mantengono svegli, però bisogna sempre stare attenti che il sonno può prendere il sopravvento da un momento all’altro. Sempre attenzione ai limiti di velocità, la strada scorre, vedo un tratto senza limiti di velocità e allora metto il cinquino a tutta birra!!! Giù il pedale a tavoletta e raggiungo la veloctà di 161 km/h. Niente… di più non fa!!! Ma va bene così!!! Percorriamo così un tratto di circa 80 – 85 km dopodiché ricominciano i limiti. Grazie al roadbook creato da Alessandro, seguiamo le indicazioni che ci eravamo minuziosamente studiati a casa tramite google maps. Passiamo città importanti della Germania come Norimberga, Lipsia, la capitale Berlino.

Purtroppo abbiamo attraversato questo paese in notte piena e quindi non vi è molto da descrivere, in quanto nell’oscurità si potevano notare solo le luci di segnalazione di presenza delle torri eoliche. Ricomincia ad albeggiare, piano piano le stelle lasciano spazio al sole. Vediamo che come tempistica per prendere il traghetto siamo molto molto al limite. La paura di non riuscire a prenderlo in tempo si fa sempre più presente nelle nostre teste. Controllando l’orario di arrivo da navigatore, notiamo che viene segnato le 5:43. L’orario di chiusura del check in è segnato per le 5:45. C’è poco da fare, non possiamo sbagliare. Notiamo che il minimo rallentamento, incidente, o qualsiasi cosa avesse causato un rallentamento del limite di velocità, ci avrebbe fatto perdere l’imbarco. Ma noi non ci scoraggiamo. Abbiamo ancora abbastanza benzina e decidiamo di tirare dritto, senza rifornirci in Germania, ma facendo rifornimento allo sbarco in Danimarca. Ed ecco che con un timido sole appena sorto, vediamo il porto di Rostock. Siamo tiratissimi, non possiamo distrarci nemmeno per una frazione di secondo (motivo per cui, purtroppo non vi è stata alcuna ripresa video, né fotografica) cerchiamo di leggere più velocemente possibile le indicazioni per dirigerci verso il punto di imbarco. Fortunatamente le indicazioni sono molto chiare e vediamo il casello per gli imbarchi. Manca meno di un minuto e vediamo il casello con l’indicazione Gedser diventare giallo, prossimo alla chiusura. Ci spingiamo il più velocemente possibile e con una sincronia perfetta degna del migliore degli orologi svizzeri, riusciamo ad allungare la prenotazione alla signora del casello, che sorridente legge il codice a barre, ci conferma i nostri nomi e la targa dell’auto, ci dice di dirigerci verso la corsia 6, augurandoci buon viaggio!!!

Wooow sembra fatta, vedo con chiarezza i numeri delle corsie, e mi infilo nella numero 6 come indicato dalla signora e dalla carta d’imbarco. Non mi sembra vero, vedo il traghetto, chiediamo al volo a un addetto se è il traghetto diretto a Gedser e ci infiliamo dentro. Appena in tempo. Spento il motore, dallo specchietto retrovisore vediamo il portellone del traghetto che si chiude alle nostre spalle. Incredibile, ce l’abbiamo fatta.

Ora ci aspettano due ore di “relax“ in navigazione. Che nottata che è stata!!! Ora siamo sul traghetto. Con nostra sorpresa notiamo che è pieno di gente: incredibile vedere quanta gente alle 06:00 della domenica mattina si trova in viaggio per andare in Danimarca. Un passaggio sul ponte per vedere l’uscita dal porto. Siamo stanchi ma ancora carichi, il vento è freddo ma la visione del mare è stupenda e mi dà un grande senso di pace. Partiti, andiamo all’interno cercando di riposare a più non posso, ma non risulterà possibile, in quanto tutti i posti a “sdraiare“ sono occupati. Appoggiati alla bene meglio al tavolino del bar, passiamo il trasferimento tra Rostock (Germania) a Gedser, (Danimarca).

Continua…


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Info utili:
Traghetto dalla Germania alla Danimanrca


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