Rome to Nordkapp: il warm up.

Ci sono storie così carine che meritano di essere raccontate, questa è una di quelle. Non importa che il sogno sia grande o piccino, che sia un progetto ambizioso, che comporti un grande budget o poche lire, ciò che conta è che sia speciale, speciale per chi lo realizza. Io l’ho trovata fin da subito un’idea originale e non potevo che diventare una grande fan già dal suo esordio. L’avventura che stiamo per leggere nasce per gioco ma in realtà è una vera e propria sfida. Troverete ottimi spunti per chi volesse ispirarsi a un viaggio come questo. Faccio qualche domanda per presentarvi al meglio i nostri protagonisti e scoprire di più sul loro progetto.


Prima parte.

Risposte e foto di Daniele.

– Ragazzi presentatevi, ci raccontate come nasce la vostra storia  e quale era la missione? A chi dei due è nata l’idea?

Ciao a tutti, siamo Daniele e Alessandro, amici di vecchia data, nati, cresciuti e tutt’ora residenti a Modena, la capitale della terra dei motori.
La storia che andremo a raccontare nasce per puro gioco, seguendo le notizie che circolano sul web. Un giorno Alessandro girovagando appunto sulla rete si è imbattuto in una notizia di due ragazzi romani che intendono andare da Roma a Capo Nord, in Norvegia, con una Ferrari modello F8 Tributo, con l’intento di impiegare meno tempo di quanto indicato da google Maps, la famosa app per smartphone riguardo la navigazione satellitare. Alessandro alquanto incuriosito da questa “missione“ mi informa di quanto sta accadendo e abbiamo deciso di seguire questa prova su strada. Vedendo le immagini che scorrevano sullo schermo del pc, Alessandro mi chiede “E se provassimo anche noi con il mio mitico cinquino? Secondo te è fattibile?“ e così… ci siamo organizzati, l’abbiamo studiata e l’abbiamo realizzata!!!

– Quanto tempo è passato dal momento dell’idea al giorno della partenza e quando vi siete resi conto che il progetto sarebbe diventato reale?

L’idea è nata intorno ai primi di settembre 2021, appunto quando abbiamo visto la prova dei ragazzi di Roma. Da lì più o meno tutti i weekend ci siamo trovati per studiare percorsi, tappe, rifornimenti e quant’altro potesse servire per affrontare un viaggio di questo tipo. A mano a mano che raccoglievamo informazioni, segnavamo tutti i dettagli su un block notes per capire le varie tempistiche. Durante questo periodo abbiamo anche avuto dei momenti di pausa organizzativa in quanto sia Alessandro che io, rispettivamente a novembre 2021 e gennaio 2022, siamo risultati positivi al covid e quindi dovendo stare in quarantena abbiamo dovuto sospendere i weekend organizzativi. Ad ogni modo diciamo che abbiamo realizzato che la cosa sarebbe diventata reale intorno a dicembre 2021, con i primi acquisti di “tecnologia“ da mettere a bordo e ancor di più a febbraio 2022 quando ho ufficializzato al lavoro il mio periodo di ferie dal 21 al 29 maggio 2022, date del viaggio.

– Come vi siete preparati all’evento? Come avete preparato l’auto, quale è stato l’allestimento? Come vi siete organizzati?

Da settembre 2021 fino a maggio 2022, all’incirca una volta alla settimana ci siamo incontrati per studiare tutti i dettagli del viaggio: rifornimenti, tratte, traghetti, pedaggi, soste “tecniche“ e tutto quello che ritenevamo essere utile per affrontare un viaggio del genere. La parte del viaggio è stata curata interamente da Alessandro, che ha studiato minuziosamente il percorso e inserito alcune deviazioni tattiche per non perdere troppo tempo, questo perché la missione era comunque di arrivare in meno di 49 ore. Ad esempio è stata inserita una deviazione per non passare dal centro di Stoccolma e alcune deviazioni per evitare alcuni pedaggi su ponti minori della Svezia. Pedaggi irrisori, ma che abbiamo dovuto evitare per questioni burocratiche. Cose delle quali io non ero assolutamente al corrente, mentre Alessandro, con le sue ricerche sul web, è stato bravissimo. Io invece ho curato la parte tecnologica per la ripresa e la documentazione video di tutto il viaggio, curando gli acquisti di action cam e aggiornamenti mappe dei vari navigatori. Riguardo alla preparazione dell’auto, una fiat 500 ibrida, affettuosamente rinominata da noi “il cinquino“, non ci sono molte cose da dire se non che abbiamo utilizzato un frigo portatile a 12 v per mantenere in fresco acqua e un po’ di cibo. Per verificare che la batteria della macchina potesse reggere tutti i dispositivi collegati, abbiamo simulato una tratta di viaggio più volte a Modena per verificare lo stato di carica della batteria del mitico cinquino, collegando tutte le telecamere di ripresa e gli smartphone e direi che ha superato in pieno l’esame. Oltre a verificare questo, ne abbiamo approfittato per fare prove di registrazione video per cercare la migliore inquadratura e la migliore configurazione dei parametri delle due action cam, quali: risoluzione, bilanciamento del bianco e anti shock per evitare tremolii nelle riprese. Ovviamente abbiamo dovuto simulare anche delle riprese notturne per vedere la risposta della cam con l’oscurità, che devo dire essere stata soddisfacente.

– Quanta tecnologia a bordo? 

Come dotazione tecnologica di bordo, abbiamo innanzitutto allestito due action cam e ci siamo premuniti di ben 10 micro sd da 128 GB per poter riprendere per intero tutta la tratta da Roma a Capo Nord. Una action cam era posizionata sul cruscotto, in modo che potesse riprendere la strada e il paesaggio circostante, mentre la seconda action cam era posizionata dietro di noi in mezzo tra i due sedili, ancorata con un tubo al poggiatesta del sedile pilota. Questa riprendeva continuamente il contachilometri e il computer di bordo del cinquino, nonché il cronometro (un normalissimo timer da cucina) e il navigatore, un Tom Tom di 10/12 anni fa (nemmeno Alessandro si ricorda più) che però ha svolto egregiamente il suo lavoro.

Oltre a questo avevamo a disposizione due smartphone per avere un navigatore aggiuntivo, l’app Google Maps per avere le mappe aggiornate, mentre il secondo smartphone veniva utilizzato per controllare il traffico in tempo reale (sempre con l’app gogle maps) sul tragitto a medio raggio, in modo che qualora avessimo visto ingorghi o incidenti, avremmo ricalcolato il percorso al volo. Inoltre il secondo smartphone è stato utile per la prenotazione in corso d’ opera del traghetto e degli alberghi sul viaggio di ritorno.

– Considerando che non abitate a Roma perché  avete deciso di partire dalla capitale? Ci raccontate il momento della partenza?

Come già anticipato in una precedente risposta, il motivo della partenza da Roma è stato dettata dal fatto che noi ci siamo ispirati all’impresa che hanno svolto i due ragazzi di Roma con la Ferrari. Loro partirono dai fori imperiali, mentre noi siamo partiti da via Claudia, sempre davanti al Colosseo ma dalla parte opposta. Scelta per noi obbligata in quanto zona non a traffico limitato (al contrario di via dei Fori Imperiali, per i quali avremmo dovuto chiedere il permesso al comune di Roma ). Per questo il giorno prima, cioè venerdì 20 maggio, alla sera, dopo aver finito di lavorare, abbiamo caricato i bagagli in macchina con una precisione millimetrica degna dei migliori giocatori di tetris.

Ci siamo diretti in zona Roma, per la precisione al B&B dell’ Aviatore, in quel di Orte.
Arrivati circa alle ore 23, il gestore gentilissimo ci ha accolti e parlando non poteva non venire fuori la nostra missione… risultato? Il mitico Villiam ha voluto assolutamente seguirci su Instagram e ci ha regalato una bella bottiglia di vino da lui prodotto, con la promessa che avremmo immortalato la sua bottiglia sotto il mappamondo di Capo Nord.

Il mattino seguente ci alzammo alle 8 per organizzarci al meglio. Colazione al B&B bella abbondante con ogni ben di Dio. Poi è venuto il momento di riposizionare i bagagli in auto e soprattutto il frigorifero, che la sera ci eravamo portati in stanza perché non potevamo lasciarlo scollegato tutta la notte. È stato qui che abbiamo allestito il cinquino per l’impresa: abbiamo posizionato le telecamere, fissate con gli appositi staffaggi e nastro biadesivo forte per evitare sorprese. Fissato il cronometro sempre al cruscotto in modo che venisse costantemente ripreso dalla telecamera posteriore e pure il navigatore. Per alimentare il tutto abbiamo preso uno sdoppiatore per la presa accendisigari, con il quale abbiamo ricavato ben 3 prese accendisigari e tre porte USB aggiuntive.

Finito il tutto, salutato i gentilissimi gestori del B&B, i quali ci hanno ricordato di ritirare i documenti d’identità (stavamo per partire senza) ci siamo mossi alla volta di Roma. Erano circa le 11:30, in orario perfetto per arrivare prima delle 13:30 in via Claudia. Ma Alessandro ha voluto mettere la ciliegina sulla torta e si è voluto fermare a un autolavaggio per lavare la macchina perché la sera prima si era notevolmente impolverata.

Morale della favola? Siamo arrivati a Roma in via Claudia alle 13:10, giusto in tempo per iniziare la prima diretta Instagram con gli amici che ci hanno sostenuto e incoraggiato (e che ringrazio). Durante il viaggio di trasferimento Orte – Roma ci siamo ripetuti diverse volte “ Ma lo stiamo per fare davvero???” “Ma adesso andiamo a Capo Nord? “ Ovviamente un po’ di emozione c’era, ma allo stesso tempo eravamo abbastanza tranquilli in quanto si trattava “solo” di dover guidare per molto, molto tempo, ma con il mestiere che facciamo siamo super abituati al volante. Però io sinceramente un po’ di pensieri riguardo a tutto quello che sarebbe accaduto nelle successive 48/50 ore me li sono fatti: la guida di notte, la paura di sbagliare strada, se avessi retto i colpi di sonno… insomma pensieri che credo qualunque essere umano possa avere in una circostanza del genere, ma tutto sommato ero tranquillo. E anche Alessandro era molto sciolto, lo vedevo piuttosto tranquillo e molto carico. Poi il conto alla rovescia, in diretta Instagram con tutti gli amici che ci incitavano, abbiamo acceso il motore, in quel momento avevo i battiti a mille e poi allo scoccare delle 13:30….. ladies and gentlemen… LIFT OFF!!! Ed è cominciata la nostra avventura!!!
Continua…


lo dicevo che la storia è interessante, ma non finisce qui, ora che abbiamo conosciuto meglio Daniele e Alessandro e – il loro sogno – non mi resta che suggerirti di restare connesso per la continuazione del viaggio, ovvero la corsa verso la meta.


Se hai domande da fare ai nostri viaggiatori scrivi un commento qui sotto, loro saranno felici di risponderti.

Vuoi scoprire come prosegue questa storia? Clicca qui sotto per la seconda parte.


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Rome to Nordkapp: il cinquino corre verso nord (part 2)


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