C’era una volta uno scudiero.

image-in-by-Tiziana-Bergantin-

 

un piccolo castello della fiera terra di Lomeland viveva un giovane scudiero. Il ragazzo svolgeva i compiti che gli venivano assegnati con grande impegno e tutti ponevano grande fiducia in lui. Ogni sera, prima di crollare esausto sul suo giaciglio, il giovane Piero sognava ad occhi aperti di poter compiere gesta eroiche al fianco del suo signore.


Gli anni passano e ben presto la più bella sartina di tutta la contea diventa sua sposa. Il coraggio e il buon cuore del giovane non passano inosservati all’occhio attento del capitano, per Piero è arrivato il tempo di lasciare le sue mansioni, il capitano vuole addestrarlo adeguatamente per diventare un valido cavaliere. L’eco della sua lealtà arriva anche al conte in persona che lo vuole al suo servizio. Da quel momento in poi il nobiluomo non parte più senza di lui e qualche tempo più tardi il sogno di Piero si avvera, il conte di Lomeland lo nomina cavaliere della sua contea.
La moglie e gli abitanti del villaggio attendono il ritorno di Piero preparando grandi festeggiamenti ma… una notizia coglie tutti di sorpresa. Un bel giorno, sul calar del sole, gli viene consegnato un plico con un invito speciale. La cerimonia d’investitura non si terrà al castello ma in una fiorente cittadina in terra venetiana.
Marostica-rullo-di-tamburi-photo-by-Tiziana-Bergantin-A901
Il podestà della città di Marostica, nonché cugino di primo grado del conte di Lomeland, e sua moglie madonna Monica, invitano i lontani parenti, con il loro seguito, al torneo più importante dell’anno, ed è proprio in quella occasione che si procederà all’investitura dei nuovi cavalieri. Piero non sta più nella pelle, inizia la sua preparazione. Trenta giorni dopo, durante un freddo mese di febbraio, il signore di Lomeland e la sua corte varcano le mura di Marostica. L’entrata nella città è trionfale. 
Ovunque è festa. Nella piazza principale, proprio sopra alla grande scacchiera, una parata ufficiale li attende con mille bandiere, squilli di trombe e rulli di tamburi. Gli ospiti vengono accolti nel cortile del Castello da Basso e dopo le formalità previste dal protocollo, i signori di Lomeland salgono il grande scalone del palazzo: ad accoglierli, i signori di Marostica.
Piero e la sua famiglia vengono alloggiati in una confortevole locanda.
Marostica-sbandieratori-photo-by-Tiziana-Bergantin-A902
Marostica-bandiere-cielo-photo-by-A903
Marostica-i-castellani-photo-by-Tiziana-Bergantin-A904
Nei giorni a seguire Piero -ancora incredulo- incontra altri soldati che come lui si preparano per il fatidico giorno. Ma il tempo corre, manca poco alla cerimonia, il severo capitano impartisce ordini ai giovani neo cavalieri. L’addestramento è duro, i soldati seguono con attenzione le esercitazioni, devono mettercela tutta, non possono deludere chi li ha premiati.
Marostica-i-cavalieri-photo-by-Tiziana-Bergantin-A905
Finalmente arriva il grande momento. Un folto gruppo di invitati sono intervenuti e aspettano concitati l’inizio della cerimonia, tra i tanti spiccano i nomi di messer Fabrizio e madamigella Alice, due giovani nobili appartenenti alle famiglie più prestigiose della città. Il podestà e sua moglie siedono sugli scranni d’onore, sulla destra siede il conte di Lomeland che attende fiero l’arrivo del suo coraggioso soldato. In un angolo, commossa, la moglie di Piero non vede l’ora di ammirare il suo eroe. Ecco, ci siamo. Dopo un susseguirsi di nomi arriva il momento di Piero, il capitano poggia la spada sulla sua spalla e recita la rituale liturgia.
” Piero, figlio di Kmur della terra di Sknt io ti nomino cavaliere della contea di Lomeland “
 Marostica-messere-credits:duemoritravelblog.wordpress.com-A906
Ogni riferimento a persone o avvenimenti è puramente casuale…. salvo qualche piccolo dettaglio 🙂

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3 pensieri su “C’era una volta uno scudiero.

  1. Conosco questo bellissimo borgo e le sue tradizioni. La prima volta in cui ci sono stata mi ha affascinato. Si respira un’atmosfera da epoca passata, ma non spenta. Lo hai descritto magnificamente, così come splendido è l’effetto fotografico.

  2. Pingback: Marostica, si scende. | Parto solo con te

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