Incredibile illusione

(Immagine presa da qui)

Avete mai sentito il termine, anamorfismo? Fino a qualche anno fa nemmeno io. La prima volta che venni a contatto con questo termine fu a Londra nel 1996. Alla National Gallery, tra le meravigliose collezioni esposte, capitai davanti a un quadro di Hans Holbein il giovane -Gli Ambasciatori. Fui attratta dalla formidabile attenzione che il pittore aveva messo nel riprodurre ogni singolo oggetto.

I disegni dei drappeggi della tenda e del tappeto da tavolo raffigurati, rasentavano la perfezione. Per non parlare degli strumenti posti sul mobile. La sua dote straordinaria per i dettagli non fece altro che accrescere la mia stima per questo artista. La cosa che in assoluto mi colpì di più, fu un oggetto non meglio identificato messo in primo piano nella parte bassa del quadro. Non riuscivo proprio a comprendere cosa potesse essere. Sulle prime pensai che fosse successo qualche pasticcio, rovinando per sempre quell’opera d’arte. Guida alla mano per cercare delucidazioni. Il genio di Holbein che, a mio modesto parere, aveva una mente molto più avanti del periodo in cui viveva, applicando appunto la tecnica anamorfica, aveva riprodotto un teschio. Il significato della simbologia lo potrete trovare qui. La tecnica pittorica inganna l’occhio usando la strategia della tridimensionalità per deformare il soggetto dipinto. Solo mettendosi in una posizione ben precisa l’oggetto prenderà le dimensioni naturali rivelandosi ai nostri occhi. Per me, che mi definisco un’amante ignorante dell’arte, fu come scoprire una magia. Questo era Holbein nel 1533, un genio del 16° secolo.

Facendo un’analogia tra passato e presente, il genio degli anni 2000 che oggi usa in modo sorprendente questa tecnica, è senz’altro Julian Beever. Definito “il Picasso pavement” lui afferma che poco ha a che fare con il maestro spagnolo, se non forse per l’uso del 3D che anche Picasso adottò nel periodo cubista. L’eccentrico artista disegna arte da calpestare. Produce disegni sulla strada, che se visti da un punto preciso danno la sensazione di tridimensionalità in modo sorprendente. La sua arte è stata resa famosa grazie alla diffusione sul web. Io l’ho conosciuto attraverso il mio canale TV preferito, Rai 5. Oggi è chiamato da molti per eventi e iniziative importanti. Vi consiglio di ammirare le sue opere effimere sul sito di Julian, sono sicura che vi sorprenderanno. Un vero peccato che dopo giorni di lavoro i bellissimi dipinti verranno cancellati per sempre.  Ricordate, è soltanto un’illusione.

(foto presa dal sito ufficiale)
(foto presa dal sito ufficiale)

 

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12 pensieri su “Incredibile illusione

  1. Interessantissimo articolo. Il teschio tridimensionale di Hans in quell'epoca e' una cosa da non credere, era troppo avanti! Anche le opere di Julian sono delle vere e proprie illusioni ottiche, mi e' capitato di vederne alcune nel web e ne sono rimasto super affascinato.

  2. Ora conosco una persona davvero molto molto interessante.
    La parola artista è già di per sè molto importante, ma, come in molti casi qui mi pare troppo poco.
    Genialità! direi che può andare.
    A presto!

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